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Coronavirus, il bilancio dei morti sale a 259 e si contano 12mila infezioni. In Europa 18 casi

I nuovi casi registrati venerdì in Cina sono 2.102. In Francia sono invece sei i contagi, così come in Germania. Primi due casi in Russia. Le autorità di Wuhan ammettono ritardi sulla crisi

Coronavirus, il bilancio dei morti sale a 259 e si contano 12mila infezioni. In Europa 18 casi
Coronavirus

Il bilancio dell’epidemia di coronavirus è salito a 259 morti in Cina, mentre i nuovi casi registrati venerdì sono 2.102, con oltre 11mila infezioni confermate. Secondo la Commissione sanitaria nazionale cinese, 42 delle 46 nuove vittime sono state registrate nella provincia di Hubei, da dove è iniziato il contagio. La crescita di decessi e infezioni si dimostra stabile. Sono invece 18 i casi finora individuati in Europa, di cui due in Italia.

L’ammissione delle autorità di Wuhan I ritardi delle autorità locali nella scoperta del coronavirus a Wuhan hanno peggiorato lo stato dell’epidemia. “In questo momento mi sento in colpa, con rimorso”, ha ammesso Ma Guoqiang, segretario del Partito comunista cinese di Wuhan, la massima carica politica locale. “Se fossero state adottate prima le misure di controllo rigorose, il risultato sarebbe stato migliore dell’attuale”, ha aggiunto ammettendo per la prima volta i ritardi.

Diciotto casi in Europa Tra gli altri casi segnalati in ambito europeo se ne segnalano sei in Francia, sei in Germania, due in Italia, due nel Regno Unito, uno in Finlandia e uno in Svezia. A fare il punto è il Centro europeo per il controllo delle malattie.

 

In Francia le persone colpite sono un uomo di 48 anni, che ha viaggiato di recente a Wuhan, in isolamento presso l’ospedale di Bordeaux dal 24 gennaio; altre due persone rientrate da poco da Wuhan, entrambe della stessa famiglia; un turista cinese di 81 anni della provincia dell’Hubei, arrivato in Francia il 16 gennaio, i cui sintomi sono comparsi il 22 gennaio e ricoverato a Parigi il 25, oltre ad un suo parente risultato positivo al coronavirus il 29 gennaio. Il 30 gennaio invece è stato confermato il primo caso di trasmissione locale in un medico francese, risultato positivo al virus dopo aver curato un paziente tornato dall’Asia.

 

In Germania, tra le sei persone malate, figura un uomo di 39 anni, risultato positivo il 27 gennaio (e ora in isolamento) dopo essere entrato in contatto sul posto di lavoro con un uomo di 33 anni di Shangai, e quattro persone tutte dipendenti della stessa azienda in Baviera. Anche un bambino, figlio di uno dei cinque dipendenti, è stato contagiato dall’agente patogeno in Baviera. E’ il primo caso di persona infettata in Germania da qualcuno a sua volta contagiato.

 

In Finlandia il primo caso confermato risale al 29 gennaio e riguarda una persona arrivata da Wuhan, entrata in contatto con altre 15 persone, tutte identificate e che saranno monitorate per i prossimi 14 giorni.

 

Usa: “Minaccia a salute pubblica senza precedenti Secondo Nancy Messonier, direttore per le malattie infettive dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie negli Usa “siamo di fronte a una minaccia per la salute pubblica senza precedenti”. Messonier ha spiegato così la decisione del governo Usa si far scattare la quarantena obbligatoria per gli americani evacuati mercoledì da Wuhan. Intanto è stato accertato il settimo caso, ancora una volta in California, nella città di Santa Clara..

 

Primi due casi in Russia I primi due casi di contagio da nuovo coronavirus sono stati registrati in Russia e si tratta in entrambi i casi di cittadini cinesi. Secondo le autorità di Mosca non c’è rischio che il virus si diffonda, perché i due contagiati sono stati messi in isolamento e le persone con cui sono stati in contatto sono monitorate. La vicepremier russa ha aggiunto che i due casi sono stati registrati nelle regioni siberiane di Zabaykalye e Tyumen. La Russia ha chiuso il proprio confine con la Cina e sospeso alcuni voli e la gran parte del traffico ferroviario tra i due Paesi.

 

La Svezia conferma il primo caso Primo caso di contagio confermato anche in Svezia: si tatta di una donna ritornata da un viaggio nella zona di Wuhan. Al momento del ritorno in Svezia, il 24 gennaio, la donna non aveva mostrato alcun sintomo; successivamente ha però contattato un ospedale ed è stata posta in isolamento, sebbene le sue condizioni non  siano gravi.

Credito: TgCom24

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