Con i social bond il Terzo settore potrà decollare

terzosettpLa copertina da trenta e lode delle riforme del Governo va a quella sul Terzo Settore, che è anche riforma dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale. Attesa da decenni, come ha dichiarato il Forum del Terzo Settore, la legge delega – dopo l’esame del Parlamento entrerà in vigore nel 2015 – rispecchia sostanzialmente le anticipazioni che erano state fatte proprio dal Presidente del Consiglio durante l’Assemblea del Volontariato che si è svolta a Lucca nello scorso mese di aprile e risponde al vivo interesse che la materia ha suscitato, come dimostrano le 762mila email in risposta alla consultazione pubblica on line lanciata dal Governo il 13 maggio.

Sette articoli. Il testo varato dal Governo – a cui seguiranno nei prossimi mesi i decreti legislativi di attuazione – riguarda più aspetti. Sarà innanzitutto riformata la disciplina delle imprese sociali – nate con la legge 155 del 2006, attualmente sono 852 – che “nel rispetto di condizioni e limiti prefissati”, potranno raccogliere capitali tramite internet, come le start up innovative, vedranno ampliato il loro campo di attività e sarà superato il divieto attualmente esistente della non distribuzione di utili e avanzi di gestione. Vengono anche previste nuove misure fiscali per favorire gli investimenti di capitale, insieme alla diffusione di “titoli di solidarietà” e i “social bond”, titoli a rendimento garantito con una quota destinata a un soggetto del terzo settore). Il Servizio civile nazionale, nato nel 2001, sarà aperto anche agli stranieri e si dovranno prevedere meccanismi per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani che l’hanno svolto. Si prevede che circa 100mila giovani tra i 18 e i 28 anni potranno essere coinvolti da questo nuovo “Servizio universale”. Sarà ridefinita la “mappa” di coloro che beneficiano del 5 per mille, che sarà stabilizzato – attualmente ne beneficiano circa 40mila soggetti – con l’obiettivo di individuare i soggetti più meritevoli e saranno riviste le agevolazioni, le detrazioni e le deduzioni fiscali di cui godono le Onlus. Saranno studiate forme per accelerare l’assegnazione agli enti del Terzo Settore degli immobili pubblici inutilizzati o dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Oltre alla riforma degli articoli del codice civile, sarà istituito il Registro Unico del Terzo Settore, che servirà a dare conoscenza e trasparenza a tutte le attività sul territorio nazionale. Saranno interamente rivisitate la legge 11 agosto 1991, n. 266, che disciplina le attività associative, di volontariato e di promozione sociale, in particolare la legge-quadro sul volontariato e la legge 7 dicembre 2000, n. 383, che disciplina l’attività delle associazioni di promozione sociale.

Le coperture finanziarie. Si stima che la riforma, nelle sue varie articolazioni, possa comportare, a regime, investimenti pari a un miliardo di euro. È un problema che sarà affrontato con la scrittura dei decreti delegati, ha sostenuto il Governo, che attraverso il sottosegretario Luigi Bobba ha affermato che “il dato politico rilevante è che il terzo settore diventa parte integrante di un disegno di riforma dello Stato, di cui fanno parte anche la riforma del lavoro e quella istituzionale”.

Di Benedetto Riga per Agensir

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