Vangelo (30 settembre): Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato

Ma voiLc 9,43-45

Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso

Gesù svela ai suoi discepoli la verità sulla missione che lo attende. Vi è un futuro che si dovrà realizzare per Lui. Esso non è di trionfo, di gloria terrena, di vittoria contro i nemici, di umiliazione dei popoli e delle nazioni. È invece un futuro di consegna nelle mani degli uomini. Dal suo stesso popolo Lui sarà consegnato nelle mani dei pagani. È questa una consegna alla morte, non certo alla vita. Dinanzi a Gesù, confessato da Pietro come il Cristo di Dio, si spalancano le porte del tradimento e del rinnegamento da parte del suo popolo. Questo il suo futuro, questa la sua verità che dovrà vivere per intero. È il capovolgimento di pensieri, idee, immaginazioni, ogni raffigurazione finora fatta sul Messia del Signore. Lui da tutti veniva pensato grande, vittorioso, trionfatore, liberatore dalla schiavitù nella quale erano costretti a vivere.

Il popolo del Signore sempre è stato liberato da persone suscitate da Dio e da Lui rese forti. Basta leggere il Primo e il Secondo Libro dei Maccabei e possiamo avere una pallida idea di ciò che si attendeva dal Messia ogni figlio di Israele. L’Unto del Signore era per loro un nuovo Davide, un nuovo Giuda Maccabeo, un nuovo personaggio potente, sommamente potente per dare liberazione e salvezza. Con Lui il popolo di Dio non avrebbe conosciuto più schiavitù. Sarebbe stato eternamente libero.

Queste attese di liberazione svaniscono con una sola frase di Gesù Signore: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». E come se Gesù dice: tutte le vostre speranze sono false. State costruendo sulle sabbie mobili della fantasia, dell’immaginazione, della più pura invenzione. State elaborando pensieri che non appartengono a Dio, non sono sua rivelazione. Sono io la verità del Messia. Ogni parola su di me deve essere letta e compresa dalla mia storia. Attendete gli eventi e saprete chi è un vero Messia di Dio.

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Quanto Gesù annunzia esige veramente il rinnegamento di noi stessi. Chiede che ci annulliamo nei pensieri. Che iniziamo partendo da ciò che finora abbiamo rinnegato, rimosso dalla mente e dal cuore. Il cammino con Dio è un completo lasciare, abbandonare, non certo le cose esteriori, ma proprio quelle interiori che sono la nostra mente e il nostro cuore. Sono le nostre attese e le nostre speranze. Sono le immaginazioni di un futuro scritto da noi, mai però pensato da Dio.

I discepoli rimangono senza alcuna comprensione. È come se in un attimo un urgano distruttore fosse passato su di essi. Il futuro di Cristo è per loro così misterioso che non ne colgono il senso. È fuori della loro mente. È estraneo al loro cuore. Gesù vive in un altro mondo che non appartiene loro. Tra i due mondi vi è una distanza infinita. Essi sono inconciliabili. Nessuno si può adattare all’altro. Sono però i discepoli che devono abbandonare il loro mondo per entrare con mente, corpo, anima, spirito nel mondo di Gesù, il quale è apparentemente un mondo di umana sconfitta e di profonda umiliazione. È il mondo nel quale il nostro mondo mai potrà entrare.

Nel mondo di Gesù si entra solo per conversione, per abbandono di ciò che siamo, acquisendo ciò che non siamo. Spogliandoci delle nostre verità effimere e acquisendo le verità eterne. Lasciando le nostre stolte ed insipienti parole ed accogliendo la Parola di Gesù, la sola che è di vita eterna. Rinnegando noi stessi e seguendo unicamente Gesù Signore, camminando dietro di Lui, anche noi verso la nostra croce. Le vie di Dio e quelle degli uomini sono inconciliabili e contrapposte. Chi vuole essere discepolo del Signore mai dovrà seguire i suoi pensieri ed inseguirli. Cristo Gesù è la sola luce, la sola via sulla quale dirigere i nostri passi. Lui è la sola Parola di vita eterna.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, introduceteci in questa verità.




Commento a cura del Movimento Apostolico

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