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Come prepararsi ad un pellegrinaggio in Medio Oriente

La millenaria storia travagliata delle regioni mediorientali è strettamente collegata alle origini della cristianità, benché oggi sia complesso vivere la propria condizione di fedele Cristiano In quelle terre.

Le narrazioni bibliche e le moderne conoscenze della storiografia scientifica raccontano di strette correlazioni fra la Turchia, la Giordania, il Libano, il Mar Morto, la Persia (oggi comunemente ricondotta alla Repubblica Islamica dell’Iran), parte dell’Armenia e la Terra Santa.

Quest’ultima identifica l’area racchiusa fra il Mar Mediterraneo ed il fiume Giordano, oggi suddivisa fra Israele e Palestina.

Proprio durante il pellegrinaggio del 2018 in Terra Santa Papa Francesco ha esortato i popoli ad essere operatori di pace.

Un pellegrinaggio in Terra Santa si può considerare un’esperienza a sé, sia per la carica devozionale che per il suo assetto geopolitico moderno alquanto instabile. La stessa Gerusalemme può essere difficile da comprendere agli occhi dell’europeo medio, per la  convivenza millenaria delle tre grandi fedi religiose monoteiste con dinamiche del tutto particolari.

Si può affermare che tutto il Medio Oriente presenti usi e costumi alquanto differenti da quelli italiani, che richiedono qualche accorgimento tecnico per ottimizzare l’esperienza e comportarsi da veri viaggiatori responsabili.

La scelta dell’abbigliamento

L’abbigliamento è una delle cose fondamentali per ogni tipo di viaggio in qualunque periodo dell’anno, sia per questioni di comfort personale che di comportamenti che variano in base a lungo visitato.

Da un punto di vista “tecnico” si scelgano indumenti e calzature esternamente comode. Le scarpe migliori sono quelle da ginnastica, preferibilmente con la suola  solida ed incisa per una migliore stabilità sulle superfici sconnesse che molto probabilmente si dovrà affrontare durante qualche escursione nel deserto o fra le montagne.

Per rispettare il senso del pudore prevalente in quelle zone e la sacralità dei luoghi è altamente consigliabile di coprire sempre braccia e gambe, avendo a portata di mano anche uno scialle per coprire il capo femminile in luoghi particolari ed un berretto per prevenire le insolazioni

Mai sottovalutare l’escursione termica mediorientale, che può andare da più di 40° durante il giorno fino a meno di 10° durante la notte. Ancora maggiore nelle parti collinari e montane, dove non è raro trovare la neve.

Accorgimenti per la salute

Quando si viaggia in Medio Oriente, così come in molte altre destinazioni esotiche con standard igienici non sempre in linea con quelli a cui siamo abituati, si deve prestare la massima attenzione alle contaminazioni batteriche.

È importante avere un’accurata igiene delle mani, magari usando un liquido disinfettante che non abbia bisogno di lavaggio con acqua. Un’altra regola  imprescindibile è consumare solo bevande imbottigliate industrialmente, evitare i cibi di strada e le assunzioni di preparati farmacologici di cui non se ne conosce l’origine e la natura.

Chi assume abitualmente medicinali deve portare con sé dall’Italia la propria scorta personale, informandosi bene sulle procedure da seguire per non avere problemi alla frontiera.

Anche chi non segue una terapia è bene che porti qualche farmaco di base (antipiretico, antibiotico, antidolorifico), dei fermenti lattici/probiotici per possibili disordini intestinali e dotarsi di protezione solare adeguata e prodotti anti-insetti.

Buone norme di comportamento

Seguire scrupolosamente le indicazioni esposte riguardanti il permesso di fotografare, soprattutto nei luoghi di culto. È sconsigliabile fotografare le persone senza aver chiesto prima il loro permesso, perché spesso viene percepita come una pratica invasiva della sfera intima.

Bisogna rispettare anche il silenzio dei luoghi e delle persone, astenendosi dal parlare a voce alta ed anche tacendo in presenza di fedeli raccolti in preghiera.

Non scattare foto al personale militare e nemmeno agli allestimenti dei check-point, perché può essere interpretato come un’attività di spionaggio. Per ulteriori informazioni si consiglia di visitare il sito dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport della Conferenza Episcopale Italiana.

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