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Cina. Sequestrato ingiustamente dalla polizia il vescovo Agostino Cui Tai di Xuanhua: ‘un agnello che viene sacrificato’

Ancora sotto sequestro il vescovo cinese…

Sequestrato ingiustamente dalla polizia il vescovo Agostino Cui Tai di Xuanhua

Monsignor Agostino Cui Tai, 70 anni, vescovo non ufficiale di Xuanhua (Hebei) è ancora sotto sequestro, dei fedeli della sua diocesi hanno raccontato che il 19 giugno scorso, il vescovo è stato preso dalla polizia e trasportato in un luogo sconosciuto.

Il vescovo era stato liberato lo scorso gennaio, in occasione del Capodanno cinese e – forse a causa della pandemia – ha potuto rimanere con i suoi familiari fino a giugno. Questo periodo da gennaio a giugno è stato il più lungo periodo di libertà per il prelato che dal 2007 continua ad essere detenuto per un po’ di tempo e poi liberato. Tutto ciò avviene in modo contrario alla legge cinese, perché egli viene detenuto senza alcuna ragione o processo giuridico.

“È una vergogna che una persona così dolce come mons. Agostino sia trattata in questo modo, perfino contro la legge cinese” si lamenta un fedele. Certo, questa prigionia “è diventa come una routine, ma essa non permette al vescovo di celebrare e di prendersi cura delle sue pecore. Questo pastore è in realtà un agnello che viene sacrificato”.

Dal 2007 in poi, il vescovo è stato spesso rinchiuso in centri di detenzione segreti, o in alberghi, oppure portato via per “viaggi” forzati sotto la scorta dei funzionari del governo. Di solito egli viene liberato durante il Capodanno cinese e la Festa di Metà autunno (della luna). Una volta gli hanno dato il permesso di tornare a casa per una breve visita alla sorella anziana. Per il resto del tempo egli è sempre sotto la guardia e il controllo del governo.

Monsignor Agostino Cui Tai di Xuanhua
Monsignor Agostino Cui Tai di Xuanhua

Mons. Cui Tai è sacerdote dal 1990 e nel 2013 è stato fatto vescovo coadiutore di Xuanhua, il cui vescovo ordinario, mons. Tommaso Zhao Kexun è ormai 96enne.

La diocesi di Xuanhua è stata fondata dalla Santa Sede fin dal 1946, ma nel 1980 il governo ha costituito la diocesi ufficiale di Zhangjiakou, unendo ad essa quella di Xuanhua e di Xiwanzi. La diocesi di Zhangjiakou non è riconosciuta dalla Santa Sede.

 Il vescovo è riconosciuto dalla Santa Sede, ma non dal governo. 

La Chiesa di Hong Kong ha spesso lanciato appelli per la liberazione di mons. Cui Tai.

(Fonte asianews.it – di Wang Zhicheng)

Redazione Papaboys

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