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‘Se ci sono prove importanti cambierò la mia decisione’. Il giudice di Charlie si sente padrone della vita

Il benessere di Charlie “è la preoccupazione principale di tutti noi. Noi tutti vogliamo il meglio per Charlie. Se ci sono nuove prove importanti che indicano che la mia decisione dovrebbe essere cambiata, allora la cambierò”.

Lo ha detto oggi il giudice Francis dell’Alta corte di Londra, chiamato a decidere se autorizzare o meno le terapie sperimentali sul piccolo Charlie.

Nell’udienza ancora in corso il giudice Francis è chiamato a decidere se autorizzare le terapie sperimentali sul piccolo di 11 mesi gravemente malato oppure confermare la sua decisione precedente che diede ragione ai medici del Great Ormond Street autorizzandoli a staccare i macchinari che tengono in vita il neonato.

Secondo quanto riposta il corrispondente della Bbc che si occupa di salute, Fergus Walsh, il giudice ha detto che è estremamente improbabile che si giunga oggi a una conclusione.

Sarà probabilmente aggiornata a domani l’udienza in corso presso l’Alta corte di Londra sulle sorti del piccolo Charlie: il giudice Nicholas Francis ha ordinato infatti all’ospedale Great Ormond Street di fornire dati sulle dimensioni della testa di Charlie “entro domani”. I genitori del piccolo Charlie sperano “che le corti alla fine decideranno in nostro favore” permettendo loro di far curare il bimbo di 11 mesi da “esperti medici specializzati nella malattia” di cui soffre (la deplezione del dna mitocondriale, ndr). Lo ha detto questa mattina il loro portavoce, Alisdair Seton Marsden.

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Il giudice Francis è chiamato a decidere se autorizzare le terapie sperimentali sul piccolo di 11 mesi gravemente malato oppure confermare la sua decisione precedente che diede ragione ai medici del Great Ormond Street autorizzandoli a staccare i macchinari che tengono in vita il neonato. Il giudice ha aperto l’udienza – alla quale assistono i genitori di Charlie – premettendo che la priorità di tutti è decidere la cosa migliore per il bambino: “Il suo benessere – ha detto Francis – è la preoccupazione principale di tutti noi”.

 




Redazione Papaboys  Ansa
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