Pubblicità
HomeNewsRes Publica et SocietasChe tristezza i clienti delle ragazze-schiave!

Che tristezza i clienti delle ragazze-schiave!

1200x630_288138_l-europa-delle-schiave-del-sesso-dietr“Ho toccato con mano il fenomeno della tratta. In particolare quello delle donne che sono oggetto di violenza, private della libertà e obbligate a prostituirsi”. A parlare così è sr. Valeria Gandini, missionaria comboniana che, dopo esperienze in Etiopia, Sudan e Uganda, oggi è a Palermo per lavorare accanto alle donne migranti, arrivate dall’Africa, vittime della tratta. Alla vigilia della Prima giornata di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone, voluta da Papa Francesco e fissata per l’8 febbraio, sr. Valeria racconta i suoi incontri con queste “sorelle” che definisce “la carne sofferente di Cristo”. “Dentro molti di noi – spiega – c’è spesso il rifiuto di ascoltare queste ragazze. Ne parliamo per insultarle. Ci lamentiamo perché vengono dai loro paesi per prostituirsi sulle strade delle nostre città. Ma non ci fermiamo a capire quanta sofferenza c’è in loro“.

L’ignoranza e la superficialità dei clienti

Sr. Valeria presta servizio presso lo sportello ‘AscoltaDonna’ della Caritas di Palermo. “Oggi – racconta – ho avuto un colloquio con una donna che è rimasta in cinta. Il suo compagno, con cui vive da quando ha deciso di abbandonare la strada, in questo momento si trova in carcere. Lei è rimasta da sola, portando avanti questa maternità”. “Nel colloquio con me è stata dolcissima e ha ‘vuotato il sacco’ dei suo ricordi, delle sue sofferenze”. “Mi parlava  – racconta sr. Valeria – di quando era sulla strada e riceveva ogni tipo di clienti. Anche quelli più anziani, che magari si vergognavano. O quelli giovanissimi”. “Parlando con lei – spiega la missionaria comboniana – ho avuto la conferma che queste ragazze, costrette a prostituirsi, vivono sempre nella vergogna, nella sofferenza. Prima, quando vedono il cliente arrivare, durante e dopo l’incontro. Sono proprio annientate nella loro umanità“. “E’ una tristezza – aggiunge sr. Valeria – sapere che queste ragazze-schiave hanno così tanti clienti, di tutte le età, che abusano di loro, le usano”. “Quanta ignoranza e superficialità c’è in questi uomini!”.

Schiave sotto ricatto

Ma perché, nella maggiorparte dei casi, queste ragazze non si ribellano a chi le sfrutta? Perché non abbandonano la strada? “Sono quasi sempre sotto ricatto da parte dei loro sfruttatori”, spiega sr. Valeria. “Poco tempo fa ho incontrato in ospedale una donna che aveva tentato di suicidarsi con dei farmaci. Mi ha raccontato che suo figlio era stato gettato dalla finestra perché da qualche tempo lei non portava più i soldi ai suoi sfrutattori. Essendo malata, infatti, non poteva lavorare”. “Mi ha detto che per salvare suo figlio da nuove violenze aveva rinunciato a fare denuncia e a chiedere aiuto. E mi diceva che appena si sarebbe sentita meglio avrebbe ripreso ad andare sulla strada, per poter pagare i suoi sfruttatori. Mi diceva: meglio che muoia io piuttosto che i miei bambini”.

Prevenzione e preghiera

La Giornata di preghiera contro la tratta è stata promossa dalle Unioni internazionali femminili e maschili dei Superiori e Superiore Generali. In particolare dall’Usmi, Unione Superiore maggiori d’Italia e da Talitha Kum, la Rete internazionale della vita consacrata contro la tratta di persone. “Noi qui a Palermo – racconta sr. Valeria – cerchiamo di fare prevenzione, organizzando nelle scuole o nei gruppi giovanili degli incontri per far sì che i giovani, e i meno giovani, aprano gli occhi. E qualche volta qualcuno ci ringrazia perché lo abbiamo aiutato capire”. “Sabato 7 febbraio, nella Cattedrale di Palermo, abbiamo organizzato una preghiera speciale contro la tratta e speriamo di riempirla”, conclude sr. Valeria. “Domenica mattina in tutte le parrocchie ci saranno preghiere specifiche e chiederemo l’intercessione di Santa Bakhita. Siamo sicure che queste preghiere daranno frutto”.

Intervista di Fabio Colagrande per la Radio Vaticana

 

 

SCRIVI UNA RISPOSTA

Scrivi il commento
Inserisci il tuo nome