Centrafrica nel caos. Unicef lancia allarme per i bambini malati

Donne e bambini accampati all'esterno della chiesa di Saint-Jacques a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana
Donne e bambini accampati all’esterno della chiesa di Saint-Jacques a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana

Una campagna di vaccinazioni d’emergenza è in corso nei principali centri di accoglienza a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, con l’obiettivo di raggiungere oltre 210.000 bambini sfollati a causa delle violenze riesplose nelle ultime settimane.  Sono almeno 7 i casi di morbillo confermati, 3 dei quali in un sito presso l’aeroporto di Bangui dove si trovano circa 100.000 sfollati.

La campagna di vaccinazione integrata include vaccini contro morbillo e polio, con distribuzione aggiuntiva di vitamina A, farmacivermifughi e misurazioni (peso, altezza, circonferenza brachiale) per individuare casi di malnutrizione.
«Sono presenti tutti gli elementi per uno scoppio potenzialmente mortale di malattie: campi gravemente sovraffollati, numero esiguo di persone che hanno ricevuto vaccinazioni, risorse idriche e igieniche molto scarse» ha dichiarato Souleymane Diabatè, Rappresentante dell’UNICEF in Repubblica Centrafricana. «Questa è una combinazione mortale per i bambini. Se non agiamo adesso, potremmo ritrovarci a breve a dover gestire un disastro».

Un abitante su cinque è sfollato

Ben due terzi dei residenti di Bangui (circa 512.000) sono stati costretti dalle violenze ad abbandonare le proprie abitazioni nei primi giorni di dicembre.
Nel 2013, in tutto il paese, gli sfollati sono stati oltre 935.000, pari a un abitante su cinque. La maggior parte di essi ha trovato riparo in accampamenti irregolari, che vengono genericamente definiti “siti per sfollati”.
L’UNICEF fornirà la maggior parte dei vaccini e dei materiali per le iniezioni, coprirà i costi operativi e monitorerà la svolgimento della campagna, che si protrarrà per diversi giorni in decine di siti sparsi per la capitale.
Partner della campagna saranno anche la Croce Rossa Internazionale (ICRC) e quella centrafricana, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Medici Senza Frontiere, Medicus Mundi, Merlin/Save the Children e International Medical Corps.
Nel 2013, nonostante il progressivo deterioramento delle condizioni umanitarie e di sicurezza, nella Repubblica Centrafricana sono stati vaccinati contro il morbillo circa 500.000 degli 800.000 bambini sotto i 5 anni.
L’UNICEF ha ammonito tutte le parti in lotta a rispettare l’impegno a proteggere i bambini e a consentire la distribuzione di aiuti umanitari in condizioni di sicurezza.

I numeri della presenza UNICEF in Centrafrica

L’UNICEF è stabilmente presente nella Repubblica Centrafricana dal 1968. Suoi team operano nelle città di Bangui, Bossangoa, e Kaga Bandoro.  L’UNICEF ha il coordinamento del Sistema di risposta rapida, finalizzato a ottimizzare la distribuzione degli aiuti d’emergenza nelle aree più remote del paese.
L’UNICEF è inoltre il principale fornitore di vaccini alimenti terapeutici per l’infanzia e scorte idriche. Coordina i gruppi di intervento umanitario (cluster) su acqua, igiene, nutrizione, istruzione e il sottogruppo (sub-cluster) sulla protezione dell’infanzia.

Lo staff dell’UNICEF nella Repubblica Centrafricana è di oltre 100 operatori, 40 dei quali impegnati a fronteggiare questa crisi.

L’appello di raccolta fondi dell’UNICEF per la Repubblica Centrafricana nel 2014 ammonta a 62 milioni di dollari. L’anno scorso, nonostante il costante peggioramento delle condizioni umanitarie, l’UNICEF ha ricevuto soltanto metà dei 32 milioni di dollari richiesti.

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