Centrafrica: a Bangui giorno di tregua ma resta l’emergenza

“Dopo quattro giorni di combattimenti e di spostamenti della popolazione verso la zona sud di Bangui finalmente respiriamo un po’; ieri, per la prima volta, non abbiamo visto gente fuggire”: lo riferiscono all’agenzia Misna fonti nella capitale della Repubblica Centrafricana, impegnate nell’assistenza umanitaria.

nzapalainga

Moltissime persone in fuga dal proprio quartiere a causa delle violenze
“Sono tantissime – dicono da Bangui – le persone che hanno raccolto tutte le loro masserizie su un carretto e hanno abbandonato i quartieri di origine, Fatima, Quina, Plateau e Cattin”. In città le violenze erano tornate a intensificarsi all’inizio della settimana scorsa a seguito dell’uccisione di alcuni membri di una delegazione di esponenti della Seleka, ex coalizione ribelle al potere tra il 2013 e il 2014. Gruppi di uomini armati si erano spostati dal Pk5, un’area a maggioranza musulmana, commettendo violenze sui civili nei quartieri circostanti.

Migliaia di profughi in chiese, conventi e parrocchie
​Le fonti riferiscono che solo presso il convento di Notre Dame du Mont Carmel oggi gli sfollati sono almeno 5.000. Per accogliere donne e bambini la notte è aperta anche la chiesa. “Una situazione analoga è vissuta dalla comunità degli Apostoli di Gesù Crocifisso e del Seminario maggiore interdiocesano” aggiungono da Bangui: “Ieri l’arcivescovo, mons.  Dieudonné Nzapalainga, ha visitato tutti questi luoghi con il solito coraggio e l’immancabile sorriso”.




Redazione Papaboys (Fonte it.radiovaticana.va/V.G.)

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