Cattolici Francesi: Santità ci aiuti con Hollande!

In prossimità dell’incontro del presidente Francese Hollande, con il Santo Padre Francesco, un gruppo di Cattolici d’oltralpe, ha spedito al Pontefice una lettera-supplica, dove chiedono -al Successore di Pietro-, di intervenire affinchè la condizione dei cristiani della Francia possa migliorare. Negli ultimi mesi, sono aumentati gli episodi di intolleranza vero i Cattolici: dalle dichiarazioni dei ministri della Repubblica, agli atti violenti contro i luoghi di culto. In queste ore il parlamento francese ha approvato la legge sull’aborto. Il decreto legislativo ha inserito l’aborto tra i “diritti fondamentali” della donna. Chiunque da ora in manifestarà a favore della vita, oppure cercherà di convincere le donne a non abortire, riceverà pene sanzionatorie fino alla reclusione. Tutto ciò è conquista di civiltà, di progresso? La traduzione è a cura di don Pierre Laurent Cabantous, nostro affezionato amico:

Santità, avete concesso udienza al Presidente della Repubblica Francese che riceverete in Vaticano il prossimo 24 gennaio. È con fiducia e speranza che ci rivolgiamo a Voi, Santità, per domandare, cortesemente, di farvi interprete, presso Monsieur François Hollande, del profondo disagio e dell’inquietudine crescente di numerosi cattolici francesi. Disagio, perché i cattolici francesi che si sono sollevati in massa per gridare la loro opposizione alla legge detta “mariage pour tous”, legge ingiusta che priva deliberatamente il bambino del suo diritto ad avere un padre ed una madre, e che apre la via alla mercificazione del corpo umano, non sono stati ascoltati da Monsieur François Hollande. Queste manifestazioni, benché non violente, sono state represse con metodi indegni denunciati, tra l’altro, dal Consiglio d’Europa nella sua risoluzione 1947. Disagio poiché, da un anno, i cattolici francesi sono oggetto di una campagna mediatica di denigrazione di rara violenza. Le profanazioni delle chiese si sono moltiplicate recentemente per iniziativa di un gruppo di femministe radicali, le Femen. Queste profanazioni non hanno praticamente trovato eco nei media; nessun membro del governo o responsabile politico della maggioranza ha ritenuto utile condannare queste profanazioni che ci feriscono e, neppure, di esprimere la loro solidarietà. Le denunce sono state insabbiate. Molti cattolici francesi non possono esimersi di fare il paragone con la severità unanime e giustificata delle reazioni quando sono altre comunità religiose ad essere attaccate in Francia.

Disagio, infine, perché non si contano gli sfottò e gli attacchi da parte delle più alte autorità. Su una grande radio nazionale, qualche mese fa, il Ministro del Lavoro metteva in ridicolo la Santa Eucaristia dichiarando: «Non stiamo elevando invocazioni. Non siamo alla Messa a fare delle preghiere. Noi siamo nell’azione». Sui social network, il segretario parlamentare di un senatore socialista, presentatore del progetto di legge di approvazione del matrimonio omosessuale, invitava a sparare sulla folla dei manifestanti che si opponevano alla legge Taubira e ha ricevuto il sostegno incondizionato di questo senatore. Gli esempi, che si potrebbero scegliere sono purtroppo tantissimi. I cattolici francesi sono stanchi di essere un gruppo religioso che si può denigrare impunemente. Inquietudine, perché questi attacchi contro i cattolici vanno di pari passo con il promuovere, da parte del governo, una grande regressione dei diritti fondamentali della persona umana, attraverso le percosse della cultura della morte. Lo scorso mese di luglio, l’Asseblée Nationale ha definito le condizioni della ricerca sugli embrioni umani. I cattolici francesi riaffermano il loro rifiuto di una concezione del bambino nella quale quest’ultimo non ha dei propri diritti, al di fuori del progetto dei suoi genitori su di lui. Recentemente, il delitto di ostacolo all’aborto è stato esteso al semplice esprimere una parola critica riguardo all’aborto e alle sue conseguenze ad una donna che viene a chiedere consiglio. Ai cattolici francesi sarà così impedito per il futuro di esprimere la loro opposizione alle politiche di promozione dell’aborto, con disprezzo della libertà di opinione che è stata, fin d’ora, il fondamento della nostra democrazia.

Il governo getta le basi per far votare una legge che autorizza l’eutanasia; per questo fine molti membri del Comitato Nazionale Consultativo d’Etica sono stati sostituiti da Monsieur François Hollande e nessun rappresentante delle autorità religiose ne fa parte. Infine, il Ministro dell’Educazione Nazionale, che è il promotore attivo della teoria del Gender nella scuola, ha affermato chiaramente la sua volontà di «sradicare l’alunno da ogni condizionamento», compresi i condizionamenti familiari. In questo modo, il diritto dei genitori di educare i figli conformemente alle loro convinzioni è minacciato. Santità, saprete, ovviamente, trovare meglio di noi le parole per esprimere il nostro disagio riguardo all’insieme degli argomenti sopra enunciati, ma vi preghiamo, con fiducia e gratitudine, di voler esprimere ufficialmente a Monsieur François Hollande, in occasione della sua visita alla Santità Vostra il prossimo 24 gennaio, la terribile inquietudine di numerosi cattolici francesi. Abbiamo l’onore di dirci, con il più profondo rispetto, della Santità Vostra umilissimi e devoti servitori. Un collettivo di cattolici francesi

a cura della Redazione Papaboys

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