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Carlo Acutis è un ‘piccolo Francesco’. Cosa unisce nella santità questo giovane cuore a Dio?

“Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”. (Beato Carlo Acutis)

“Essere sempre unito a Gesù ecco il mio programma di vita”. (Beato Carlo Acutis)

E’ scoppiato mediaticamente  a livello mondiale il Beato Carlo Acutis, perchè la sua vita santa è stata corta, ma intensa dell’Amore di Dio e dell’amore per gli altri. Il nuovo beato è un modello per tanti ragazzi e giovani di oggi.

Papa Francesco nell’esortazione al sinodo dei giovani scrive: “Egli sapeva molto bene che questi meccanismi della comunicazione, della pubblicità e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati, dipendenti dal consumo e dalle novità che possiamo comprare, ossessionati dal tempo libero, chiusi nella negatività. Lui però ha saputo usare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza”.

Carlo canta la bellezza della vita e trova il suo senso nei gesti quotidiani e ordinari: “Una vita è veramente bella solo se si arriva ad amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi”. Aveva scoperto un grande amico, aveva scoperta Gesù da vivere e da comunicare, tanto da essere un “genio dell’informatica” , riuscendo a fare programmi al computer per evangelizzare. Poi colpisce la sua normalità e la sua amicizia con tutti, in modo particolare con le persone delle altre religioni, segue lo spirito di Assisi,  dialogando con tutti. C’è una testimonianza, nel suo processo di canonizzazione,  del suo domestico indiano che è stato convertito da lui, proprio dal suo esempio più che dalle sue parole.

Il beato Carlo Acutis
Il beato Carlo Acutis

Alcuni punti salienti della sua spiritualità:

  • La felicità: “La felicità è lo sguardo rivolto verso Dio. La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi”. I santi sono uomini felici e pienamente realizzati, per Carlo: “La vita è un dono perché finché siamo su questo pianeta possiamo aumentare il nostro livello di carità. Tanto più sarà elevato tanto più godremo della Beatitudine Eterna di Dio”.
  • L’Eucarestia: L’Eucarestia, di cui si nutriva ogni giorno, così la definiva: “l’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo”, progetta una vera e propria mostra dei miracoli eucaristici che ha fatto il giro del mondo. Tanta gente oggi gira carismatici, santuari, luoghi vari per trovare Dio, ma come diceva Carlo: «Noi siamo più fortunati degli Apostoli che vissero 2000 anni fa con Gesù: per incontrarLo basta che entriamo in chiesa. Gerusalemme l’abbiamo sotto casa».
  • La Madonna: Maria era l’unica donna della sua vita. Ogni giorno recitava il santo rosario e dice: “Il Rosario è la scala più corta per salire in Cielo”, “Dopo la Santa Eucaristia, il Rosario è l’arma più potente per combattere il Demonio”.
  • La Chiesa: Ci sono tanti cristiani che criticano la Chiesa e il papa, il nuovo beato risponderebbe cosi a loro: “Criticare la Chiesa significa criticare noi stessi! La Chiesa è la dispensatrice dei tesori per la nostra salvezza”.
  • Il peccato: Uno degli ultimi giorni, nel letto dell’ospedale, confidava alla sua mamma: “Muoio sereno perché ho vissuto la mia vita senza sciupare neanche un minuto di essa in cose che non piacciono a Dio”. Per questo santo odierno: “L’unica cosa che dobbiamo temere veramente è il peccato”.
  • Internet: E’ stato proposto come patrono di Intenet. Sapeva la potenza di questo strumento, ma anche allo stesso tempo il pericolo. La mamma racconta che si era messo una regola che per i videogiochi poteva stare sul web massimo un’ora la settimana. Mi colpice tanto in un’intervista Bill Gates, co-fondatore di Microsoft, dice: “Conosco i pericoli della tecnologia, li ho vissuti sulla mia pelle e non voglio che accada lo stesso ai miei figli“. “Dobbiamo limitare l’uso della tecnologia dentro casa da parte dei nostri bambini”. “Spesso fissiamo un orario oltre il quale telefoni, tv e pc devono essere spenti: nel loro caso questo li aiuta ad andare a dormire ad un’ora ragionevole. Non portiamo mai i cellulari a tavola quando mangiano e non abbiamo permesso loro di utilizzarli prima dei 14 anni, nonostante si siano sempre lamentati di non essere ‘al passo’ con gli altri compagni“. Invece Steve Jobs, cofondatore di Apple, ha rivelato in un’intervista del New York Times del 2011 che vietava ai suoi figli di usare l’iPad appena lanciato sul mercato. “Limitiamo la quantità di tecnologia che i nostri figli utilizzano a casa”. “È curioso pensare che in una moderna scuola pubblica, dove ai bambini viene richiesto di utilizzare dispositivi elettronici come iPad,” hanno scritto gli autori, “i bambini di Steve Jobs sarebbero stati gli unici a rinunciarci”.
  • La libertà: Carlo è un piccolo giovane Francesco dei nostri tempi. San Francesco è stato un uomo libero dal potere, dal successo, dal denaro, dalle cose, così Carlo come un’allodola vola libero sul Cielo del mondo per indicarci la vera autostrada di salvezza: “Solo chi fa la volontà di Dio sarà veramente libero”.

Riflessione di fra Emiliano Antenucci

 

 

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