Card. Comastri: con il cuore saremo tutti a Fatima con Papa Francesco

Domani pomeriggio, alle ore 17.00, il cardinale Angelo Comastri, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, presidierà la recita del Rosario nella Basilica di San Pietro. Seguirà una processione con la statua della Madonna di Fatima lungo via della Conciliazione. L’iniziativa, organizzata dall’Unitalsi, avviene in coincidenza con il viaggio di Papa Francesco a Fatima. Un modo unirsi al Santo Padre in questa visita? Debora Donnini per Radio Vaticana lo ha chiesto allo stesso cardinale Comastri:

Santuario di Fatima - AP

R. – Esattamente. Questo pellegrinaggio dell’immagine della Madonna e la recita del Santo Rosario volutamente avviene in concomitanza con il viaggio del Papa a Fatima. Il Papa lo possiamo definire “il papà” della grande famiglia cattolica. Il papà si sposta, va a pregare. E’ chiaro che noi siamo in comunione con lui e vogliamo sostenerlo con la nostra preghiera in tutte le intenzioni che il Papa porta con sé e consegna alla Madonna a Fatima. Vogliamo essere con lui. Vogliamo essere in comunione con lui: idealmente, con il cuore, siamo in viaggio con il Papa.
D. – Nel Videomessaggio indirizzato ai portoghesi, Francesco ha detto: “Nelle vesti di pastore universale”, “mi appresto a presentarmi” dinanzi alla Vergine “offrendole i fratelli e le sorelle di tutto il mondo”. “Vi affiderò tutti” alla Madonna, “chiedendoLe di sussurrare a ciascuno: ‘Il mio cuore immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà a Dio’”. Quale il significato di questo gesto alla luce della storia di Fatima?
R. – Dobbiamo contestualizzare le parole che disse la Madonna a Lucia. La Madonna, nel 1917, disse ai bambini di Fatima che avrebbe portato presto in cielo Giacinta e Francesco, e così avvenne. Quando Lucia apprese questa notizia, ebbe paura di restare sola quaggiù, sulla Terra, senza i cuginetti che erano per lei la compagnia quotidiana. E la Madonna – da vera madre – disse a Lucia di non aver paura: “Il mio cuore immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà a Dio”. Il Papa ha voluto ricordare queste parole per dire a tutti noi che quello che la Madonna ha detto a Lucia, vale anche per noi. Il cuore immacolato di Maria è il rifugio nel quale noi possiamo oggi trovare sicurezza, trovare conforto in mezzo ai problemi immensi che ci sono oggi. La Madonna è madre e, dall’alto della Croce, Gesù le ha dato una consegna. Ha detto a Maria, guardando Giovanni: “Donna, ecco tuo figlio”. Cosa significa? Fai da madre a Giovanni, aiutalo, stagli vicino. Ma in Giovanni c’eravamo anche tutti noi …
D. – Il pellegrinaggio del Papa a Fatima è tutto un “programma di conversione”, ha detto lui stesso. L’invito della Madonna a Fatima è, infatti, proprio alla penitenza e alla conversione. Questi aspetti sono quindi un’esortazione attuale per l’umanità?
R. – Più che attuale. Possiamo dire che la Madonna a Fatima abbia ridotto il messaggio in due parole: pregate, fate penitenza per la conversione dei peccatori. Cosa significa, questo? Il peccato fa male ed è male proprio perché fa male. Oggi abbiamo perso il senso del peccato; abbiamo perso anche il senso della collaborazione che noi possiamo dare a Dio per vincere il peccato nel mondo. Gesù è venuto per vincere il peccato e ha messo qui, dentro la storia umana, un atto di amore infinito, che è l’unica terapia contro il peccato. E quell’atto di amore di Gesù ha reso possibile il perdono di qualsiasi peccato! Bisogna, però, aprire il cuore. La Madonna ha detto: pregate per la conversione dei peccatori, e anche voi date spazio a Dio nella vostra vita perché attraverso di voi possa creare le condizioni che aprono il cuore della gente a Dio.






D. – “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”, disse Benedetto XVI proprio a Fatima nel 2010. Una missione profetica ancora feconda, dunque?
R. – Altroché! Eravamo nel 1917 e la Madonna disse ai bambini che la guerra stava per finire. Si trattava della Prima Guerra mondiale. La Madonna annunciò ai bambini: ormai sta per finire, ma se gli uomini non la smetteranno di offendere Dio, se gli uomini non smetteranno di peccare verrà una nuova guerra, molto peggiore di quella che sta per finire. Qui c’è da riflettere. Perché la Madonna collega la guerra al peccato dell’umanità? Perché ogni peccato è come una polvere esplosiva che si accumula, si accumula … perché quando pecchiamo ci stacchiamo da Dio e, quando ci stacchiamo da Dio, è come se togliessimo la trave che sostiene il tetto della casa umana. Ecco allora la profezia: se gli uomini non smettono di offendere Dio, il peccato accumulerà tanta polvere esplosiva e questo farà un grande male all’umanità. Questa profezia è sempre attuale. Anzi, più che mai attuale, in questo momento.
D. – La storia delle apparizioni di Fatima è anche legata al tema della pace: anche qui ritorna l’attualità in un mondo segnato – come dice spesso Papa Francesco – da una terza guerra mondiale a pezzi?
R. – Certo. Nel mondo c’è violenza perché c’è violenza nel cuore degli uomini. Ricordo un’affermazione di Madre Teresa, tra l’altro Nobel per la pace, che disse che tutte le guerre partono dal cuore. Quando il cuore è pieno di odio, quando il cuore degli uomini è pieno di rancore, poi si proietta fuori e vengono le guerre. Più il cuore umano si avvicina a Dio, e più diventa capace di costruire la pace, perché senza Dio nel cuore non è possibile trovare la pace. Ecco l’appello di Fatima: l’appello alla conversione perché gli uomini diventino migliori e, diventando migliori gli uomini, diventi migliore il mondo.




Fonte it.radiovaticana.va

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