Brugnaro dice no al Gay Pride: “Una buffonata, il massimo del kitsh”

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, risponde così, dalle pagine di Repubblica, al cantante Elton John che l’aveva definito bifolco e bigotto per aver tolte dalle scuole i libri per bambini che spiegano la teoria gender.

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Brugnaro se la prende anche con gli altri artisti, da Oliviero Toscani ad Adriano Celentano che hanno polemizzato con lui. “Usano Venezia – attacca – per avere un titolo sul giornale. Io sto dalla parte di chi lavora e produce, delle famiglie con figli che tirano avanti a fatica. Nei salotti e sui divani non si crea reddito”. Il neosindaco boccia l’idea di svolgere un Gay Pride a Venezia definendola: “una buffonata, il massimo del kitsch”.”Vadano a farla a Milano oppure sotto casa sua”, dice rivolgendosi al giornalista. Brugnaro, pur rivendicando la propria trasversalità e il suo apprezzamento verso le riforme che il “ragazzo” Renzi sta cercando di attuare, critica il governa in materia di immigrazione. “Non vedo come si possa andare avanti così”, dice il sindaco ricordando che: “La Marina, l’Esercito, hanno giurato di difendere la frontiera sulla bandiera”. Detto questo, se c’è una barca da salvare “la tiro su, ma – spiega Brugnaro – le ricordo che l’80 per cento dei migranti sono tunisini, nigeriani e maschi. I siriani sono veri profughi, non loro”. “È impensabile – attacca – organizzare nuovi lager nelle città, con troppi maschi nullafacenti in giro, con le donne a rischio di essere violentate”.Sulle condizioni di Venezia dice: “Siamo fuori di 62 milioni di euro dal patto di stabilità e ci conteggiano ancora gli introiti del casinò. È una città in mutande, è il momento di tirare fuori gli attributi.

Redazione Papaboys (Fonte www.ilgiornale.it/Francesco Curridori)

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