Barcellona: manifesto shock promuove la pedofila

Un manifesto che promuove la pedofilia alla fermata dell’autobus, vicino alla famosa cattedrale della Sagrada Familia. Il manifesto, con la parola “Libertà” a grandi lettere sopra l’immagine di una bambina semi-nuda, e l’annuncio “Inviaci le foto nude di quando eri un bambino. Per la pornografia infantile, senza abusi. Sì alla pedofilia. No all’abuso”, è stato rimossa da un display alla fermata dell’autobus. Il manifesto era collocato all’interno di una teca di vetro chiusa a chiave, ha detto Alberto Carrillo, portavoce JCDecaux, società che cura le affissioni e la manutenzione dei display. La custodia può essere aperta solo con una chiave disponibile esclusivamente ai dipendenti della società di pubblicità. Un giornale locale ha notato l’annuncio e lo ha notificato al consiglio comunale, che ha chiesto a JCDecaux di rimuovere il manifesto. Carrillo ha detto che tutte le fermate degli autobus in città sono state controllate. Resta il fatto che certe propagande iniziano ad uscire dalle fogne. Denotando, da parte di chi le fa, la sensazione di poter trovare ‘terreno fertile’ e un ambiente intellettuale ‘non ostile’. Sembra la genesi dell’omosessualismo. Come si può rimanere impassibili di fronte a tali notizie? Dove sono i cori di sdegno? Che fine hanno fatto le associazioni a difesa dei minori? L’Europa con l’approvazione delle leggi liberticide, ha aperto la strada al riconoscimento della pedofilia. Tanto che male c’è, avere rapporti con i minori? Se i bambini sono consenzienti, e liberi di scegliere, non ci può essere reato…. Siamo alla follia! Quello che più preoccupa è il silenzio della società. In Spagna le attiviste pro aborto entrano nelle Chiese interrompendo le celebrazioni per chiedere la libertà della donna di abortire (scusate, perché protestano? In Spagna la legge favorisce  l’aborto). Assalgono il Cardinale di Madrid, e poi… non dicono una parola contro la pedofilia… se non agiscono, significa che sono d’accordo!… In Belgio, è stata approvata l’eutanasia per i bambini. Nessuno deve permettersi di protestare. Anzi, se qualcuno alza la voce, è attaccato, perché frena il progresso della società. Sostenere la vita, i bambini, oggi è diventato quasi un reato contro la libertà e lo sviluppo libero dell’uomo. Riflettiamo. Non è più il tempo del silenzio, ma dell’azione. La notizia è appena arrivata in Italia con un timido articolo di Repubblica.

La nota, riprende una serie di articoli dell’autorevole giornale tedesco Süddeutsche Zeitung. Dove è finita l’indignazione dei media nei confronti dei cattivissimi pedofili che si annidano nelle istituzioni? Provate a pensare se nello scandalo era coinvolta la Chiesa Cattolica… apriti cielo! Si tratta di uno scandalo i cui contorni non sono ancora chiari ma che ha già fatto rotolare la prima testa nel governo tedesco, in carica da meno di due mesi. Il Ministro dell’agricoltura, Hans-Peter Friedrich della CDU-CSU (lo stesso partito della Merkel) si è dimesso, apparentemente su pressioni della stessa Merkel, per aver avvertito il collega Sebastian Edathy della SPD (al governo in grande coalizione con la Cdu-CSU) di un’indagine a suo carico riguardante la detenzione di materiale pedopornografico. Qualcuno speculerebbe sul fatto che Friedrich avrebbe agito così per difendere in realtà anche se stesso. La Süddeutsche Zeitung titola in prima pagina un crudo commento alle dimissioni di Friedrich “È solo ii primo caso di un effetto-domino”, ipotizzando dunque uno scandalo, o un impatto,  di proporzioni ben maggiori e che potrebbe travolgere l’intero governo appena formato dalla Merkel con una grossekoalition CDU/CSU-SPD.  Di seguito l’articolo della Süddeutsche Zeitung in tedesco:  http://www.sueddeutsche.de/politik/ruecktritt-von-csu-minister-nur-der-erste-dominostein-1.1889577

Angela Merkel.
Angela Merkel.

La Merkel ha accettato le dimissioni di Friedrich. Pare anche che i politici coinvolt –commenta Gabriele Bonafede, benché appartenenti uno alla CSU e l’altro alla SPD,  si sarebbero aiutati tra loro per far sparire tracce del materiale prima che potessero andare nelle mani degli investigatori. Anche la DW commenta sulle possibili conseguenze sull’intero governo tedesco.  La vicenda sembra proporsi come un conflitto tra potere esecutivo e potere giudiziario, visto che Friedrich era ministro dell’interno fino a due mesi fa. a cura di Giovanni Profeta

 

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