Aumentano le offese sul web. Come difendersi?

Aumentano le offese sul web. Come difendersi?Sono in crescita le offese, le ingiurie nei confronti di persone, soprattutto minori, che corrono sul web. Quattro comitati regionali delle comunicazioni, tra cui quello del Lazio, hanno messo a punto uno sportello online con cui i cittadini possono presentare richieste di informazioni su contenuti lesivi della loro reputazione. All’iniziativa, presentata oggi, c’era anche Roberto Sgalla, Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato. Alessandro Guarasci lo ha sentito:

R.  – I reati informatici purtroppo in genere stanno aumentando. Stanno aumentando in proporzione all’aumento dei mezzi, cioè dei sistemi informatici. Questo era scontato, purtroppo, da fenomeni gravi come la pedopornografia, le truffe informatiche, i tentativi di sostituzione di persona, il furto di dato… Quindi anche per quanto riguarda la diffamazione online è evidente che mentre prima si usavano altri luoghi, le piazze fisiche, si usavano i luoghi fisici, oggi questi reati vengono commessi nelle piazze virtuali e quindi si diffama, si calunnia, si attenta l’onore delle persone attraverso gli strumenti informatici.

D.  – La scuola non è che faccia molto, lei che cosa si sente di dire a un minore che è di fronte al computer o di fronte a uno smartphone?

R.  – Prima di tutto, il minore che è di fronte a un computer o uno smartphone sicuramente non va intimorito o criminalizzato perché ormai sarebbe tornare all’età della pietra. Dovremmo dire non solo a lui ma a chi ha compiti di vigilanza nei suoi confronti, ai genitori, agli insegnanti di fargli comprendere alcune cose. Primo, che quello schermo non lo rende invulnerabile, per cui dall’altra parte c’è un suo coetaneo, c’è un’altra persona che altrettanto va rispettata e quello schermo non lo rende né anonimo né invulnerabile, anzi. Noi possiamo rintracciarlo e se offende, se commette un fatto che comunque lede l’onore anche di un suo amichetto o di una sua amichetta magari postando una foto intima o una foto di un’altra persona, corre il rischio di fare un fatto grave. Quindi, di divertirsi con quegli strumenti ma di stare attenti perché non è vero che quello strumento permette tutto senza poi subirne eventualmente le conseguenze.

A cura di Redazione Papaboys fonte: Radio Vaticana

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