+++ In arrivo l’uragano Irma. Cambia rotta l’aereo che sta portando Papa Francesco in Colombia

«Questo viaggio è un po’ speciale, perché è un viaggio per aiutare la Colombia ad andare avanti nel suo cammino di pace. Vi chiedo anche una preghiera per questo durante il viaggio. Grazie per tutto quello che farete, grazie per il vostro lavoro». Lo ha sottolineato Papa Francesco salutando mercoledì mattina, 6 settembre, i giornalisti presenti sul volo che lo sta conducendo nel Paese latinoamericano, meta del ventesimo viaggio internazionale del pontificato, il quinto nel continente americano.






E a un altro popolo sofferente della regione, quello venezuelano, il Papa ha rivolto il proprio pensiero. «Vorrei dire — ha aggiunto — che sorvoleremo il Venezuela: vi chiedo una preghiera anche per il Venezuela perché si possa fare il dialogo e perché il Paese ritrovi una bella stabilità con il dialogo con tutti».
Dopo il decollo dallo scalo romano di Fiumicino, l’atterraggio a Bogotá è previsto alle 16.30 locali, le 23.30 in Italia. Anche se, a causa dell’uragano Irma, è prevista una modifica della rotta. Il programma della visita è articolato in quattro tappe: nella capitale mercoledì e giovedì, e nelle città di Villavicencio, venerdì, Medellín, sabato, e Cartagena, domenica. Oltre 9800 chilometri da percorrere all’interno del paese, tra trasferimenti aerei (tre) e percorsi cittadini in automobile. Tutto in cinque giorni, fino al 10 settembre.






Nove mesi sono passati dalla firma, lo scorso novembre 2016, dello storico accordo di pace dopo una guerra civile iniziata nel 1964 che ha causato la morte di più di 250 mila persone. E mentre i colombiani cercano faticosamente di scrollarsi di dosso il peso paralizzante di una violenza che è durata più di mezzo secolo, il paese latinoamericano, tutto, si prepara a compiere il passo più difficile: quello di sanare le ferite lasciate dal conflitto armato. Per questo il percorso che indica Papa Francesco è incentrato sulla ricerca della pace e della riconciliazione. E la riconciliazione nazionale è uno dei grandi temi di questo viaggio, partendo dall’eloquente motto scelto dalla Conferenza episcopale locale: Demos el primer paso, «Facciamo il primo passo».
La pace dunque resta una condizione di partenza verso un necessario sviluppo sociale e inclusivo. Qualsiasi percorso democratico senza progresso poggerebbe sulle sabbie mobili e sarebbe molto precario.




L’Osservatore Romano, 6-7 settembre 2017

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