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Ancora strage sulle strade. Frontale con un camion, mamma Antonella e la figlia di 16 anni muoiono sul colpo

Incidente frontale sulla provinciale Noicattaro-Casamassima. Madre e figlia perdono la vita in Puglia nell’impatto con un camion. A vigili del fuoco e medici del 118 non riesce il miracolo. L’incidente mortale è avvenuto il 14 agosto scorso, alle 17,30.

Una delle vittime è Antonella Giovannone, 45 anni, originaria di Campagna ma residente da anni a Noicattaro, in Puglia. Con lei è deceduta la figlia di 16 anni, Emilynrose Miuri. Erano sedute accanto, nel tragico destino che le ha accomunate nel pomeriggio della vigilia di ferragosto.

Antonella era alla guida della sua auto quando si è verificato l’impatto frontale con il camion. È morta dopo pochi minuti di agonia. Per lei i soccorsi sono stati inutili. La donna era nata a Campagna e cresciuta nel centro storico. Viveva in via Giudeca, nei pressi della cattedrale. Erano gli anni Ottanta, si giocava in strada. Tra i vicoli antichi sono nate le prime amicizie di Antonella, tra un palazzo storico e un cortile sono trascorse le sue ore di felicità.

Dopo il terremoto, la famiglia Giovannone ha lasciato il palazzo omonimo e si è trasferita al Quadrivio di Campagna. «Antonella era alta e simpatica, una ragazza solare – ricordano decine di campagnesi del centro antico – dopo il matrimonio al Quadrivio, è andata a vivere in Puglia. Di lei abbiamo perso le tracce. Qui in paese sono rimaste le sorelle e i parenti. Altri familiari vivono tra Eboli e Battipaglia». Il risveglio di ieri è di quelli che non si dimenticano. Archiviato il ferragosto, molti campagnesi sono scesi in strada dove hanno appreso la tragedia attraverso i manifesti funebri.

La notizia dell’incidente mortale è stata un fulmine a ciel sereno. La novità sulla morte di Antonella e della figlia di 16 anni è stata poi confermata da diversi siti internet. Numerose le reazioni e le frasi di cordoglio. Innumerevoli i ricordi felici sull’infanzia e sull’adolescenza trascorse a Campagna.

Fonte www.ilmessaggero.it/Francesco Faenza

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