All’Angelus la commozione di Francesco per la Colombia ed il Congo ed il grazie ai presenti

Al termine della Messa a Carpi, Papa Francesco ha recitato l’Angelus. Prima della preghiera mariana, il Papa si è dichiarato commosso per la tragedia accaduta in Colombia. Ha pregato per le vittime e ringraziato i soccoritori.
Continuano a giungere notizie di sanguinosi scontri armati nella regione del Kasai della Repubblica Democratica del Congo – ha proseguito Francesco –  scontri che stanno provocando vittime e sfollamenti e che colpiscono anche persone e proprietà della Chiesa.

Assicuro la mia vicinanza a questa nazione ed esorto tutti a pregare per la pace, affinché i cuori degli artefici di tali crimini non rimangano schiavi dell’odio e della violenza. Inoltre, seguo con viva attenzione quanto sta avvenendo in Venezuela e in Paraguay. Prego per quelle popolazioni, a me molto care, e invito tutti a perseverare senza stancarsi, evitando ogni violenza, nella ricerca di soluzioni politiche.

Cari fratelli e sorelle,
(a braccio) il Papa ringrazia tutti i presenti, in particolare i 4.500 malati in piazza, che con le loro sofferenze sostengono la Chiesa e aiutano a porare la Croce di Cristo. 
Al termine di questa celebrazione, il nostro pensiero va alla Vergine Santa, che voi venerate nella chiesa cattedrale a lei dedicata. A Maria offriamo le nostre gioie, i nostri dolori e le nostre speranze. Le chiediamo di posare il suo sguardo misericordioso su quanti tra noi si trovano nella sofferenza, particolarmente sui malati, sui poveri e su chi è privo di un lavoro dignitoso.
Richiamando l’ardore apostolico di due figure laicali della vostra terra, il Beato Odoardo Focherini e la Venerabile Marianna Saltini, testimoni della carità di Cristo, saluto con gratitudine voi, fedeli laici.




Vi incoraggio ad essere protagonisti della vita delle vostre comunità, in comunione con i vostri sacerdoti: puntate sempre su ciò che è essenziale nell’annuncio e nella testimonianza del Vangelo.
Ringrazio voi, Vescovi della Regione Emilia Romagna, per la vostra presenza, e soprattutto il Pastore di questa diocesi, Mons. Francesco Cavina: vi esorto a stare accanto ai vostri preti con l’ascolto, la tenerezza e la premurosa vicinanza.
Vorrei, infine, ringraziare tutti e ciascuno di voi, cari fedeli, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, le Autorità e in modo speciale quanti hanno collaborato per organizzare questa visita, con un pensiero particolare per l’AGESCI e il coro, composto da tutte le corali della diocesi, che ha animato questa liturgia.
Affidiamo la nostra vita e le sorti della Chiesa e del mondo a Maria, nostra madre, recitando insieme la preghiera dell’Angelus.




Al termine della Santa Messa in piazza Martiri, prima di sciogliere l’assemblea, il Santo Padre Francesco invoca la benedizione sui fedeli e sulle prime pietre – poste ai piedi della pedana-presbiterio – di quattro edifici della Diocesi di Carpi che saranno costruiti ex novo.
Chiesa nuova di Sant’Agata di Cibeno a Carpi
“E’ stata per noi una notizia imprevista, inimmaginabile, ma naturalmente molto gradita. Non si può chiedere di più della benedizione del Papa per dare solennità alla costruzione della nostra nuova chiesa”. Così don Carlo Gasperi, parroco di Sant’Agata di Cibeno a Carpi, si esprime riguardo alla benedizione della prima pietra impartita dal Santo Padre. La parrocchia si trova in un quartiere che si è ampiamente sviluppato negli ultimi anni rendendo insufficiente la chiesa attuale. Per questo, insieme al Vescovo di Carpi, si è ritenuto necessario dotare la parrocchia di uno spazio liturgico adeguato alla comunità, che sorgerà in un lotto triangolare nell’area dell’ex cimitero di fine ‘800 ormai in disuso.

Il progetto della nuova chiesa sussidiaria – curato dall’architetto Paolo Belloni dello studio Pbeb, vincitore del concorso indetto nel 2007, e rivisto in seguito agli eventi sismici – è stato approvato dalla Conferenza Episcopale Italiana. Il finanziamento stanziato dalla Cei copre il 75 per cento delle spese. Il 25 per cento restante è a carico della parrocchia.

“Cittadella della carità” a Carpi
La “Cittadella della carità” sorgerà in un’area di proprietà della Diocesi, in via Orazio Vecchi a Carpi, in un quartiere (zona acquedotto) dove avrebbe dovuto costituirsi una nuova parrocchia.
L’edificio è stato progettato dall’architetto Federica Gozzi e dall’ingegner Marco Soglia, responsabile dell’Ufficio tecnico della Diocesi. Gli spazi interni ospiteranno al piano terra la sede della Caritas diocesana, il Consultorio familiare e una cappella aperta al pubblico intitolata al Beato Odoardo Focherini; al piano superiore, una struttura di prima accoglienza per uomini in difficoltà, con sei posti letto. Con quest’ultimo servizio si realizzerà il desiderio che da tempo nutriva la Caritas diocesana, venire incontro all’emergenza abitativa che riguarda gli uomini.
“Sul territorio – afferma il direttore della Caritas diocesana, don Massimo Dotti – i servizi coprono adeguatamente le necessità di donne sole o con i figli, pertanto si pensava alla possibilità di creare un dormitorio per uomini. Sono sempre di più, infatti, le richieste che arrivano dai centri di ascolto delle Caritas parrocchiali, per locali capaci di ospitare, ad esempio, padri separati che hanno perso tutto, casa e lavoro, e non riescono a fare fronte alle spese, oppure per quanti escono dal carcere e non hanno un tetto. Certo, rispetto ai bisogni, sei posti possono sembrare pochi ma intanto è un inizio”. La maggior parte delle risorse saranno reperite dai fondi dell’otto per mille della Conferenza Episcopale Italiana.
Centro di spiritualità a Sant’Antonio in Mercadello di Novi di Modena
Presso la parrocchia di Sant’Antonio in Mercadello di Novi di Modena – piccola realtà ferita dal terremoto del 2012 – sarà edificato un nuovo Centro pastorale diocesano. A tutt’oggi la Diocesi di Carpi non ha uno spazio per tenere incontri e ritiri, così, siccome la struttura dell’ex asilo doveva essere demolita, si è pensato di edificare un nuovo fabbricato capace di ospitare cinquanta posti letto e un refettorio con altrettanti posti a sedere. Completa il complesso un grande salone polifunzionale. Scegliendo una località baricentrica nel territorio diocesano, l’obiettivo è stato anche quello di tenere viva una parrocchia che, attraverso la presenza della famiglia Luccitelli dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, si adopera per l’accoglienza dei più fragili e bisognosi. Nel progetto dell’edificio, a cura dell’architetto Federica Gozzi e del geometra Nicola Mistrorigo, un’attenzione particolare è stata rivolta al contenimento energetico e allo studio degli spazi esterni, attrezzati per ospitare le attività all’aria aperta di gruppi e associazioni. Il costo sarà finanziato parte dalla Regione Emilia-Romagna tramite il Mude, (Modello unico digitale dell’edilizia), parte dalla Conferenza Episcopale Italiana e parte dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.
Struttura polivalente di San Martino Carano di Mirandola
A seguito del sisma del 2012, la parrocchia di San Martino Carano è stata affidata ai Missionari Servi dei Poveri. I tre religiosi risiedono presso la canonica, dove la parrocchia si è adattata a svolgere le attività pastorali in spazi non sufficienti ad una comunità che sta crescendo in termini di numeri e di partecipazione. Inoltre, la Santa Messa si celebra attualmente nel salone parrocchiale, poiché la chiesa è inagibile per le conseguenze del terremoto.
Per questo si è deciso di edificare una nuova struttura polivalente che sorgerà nel giardino adiacente la chiesa.
Il progetto, a cura dell’architetto Anna Mazzoli, si è reso possibile tramite i finanziamenti della Conferenza Episcopale Italiana – attraverso i fondi dell’otto per mille – e della Diocesi di Carpi, e le donazioni da parte della comunità locale.
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Servizio a cura di Francesco Rossi per la Redazione Papaboys – fonti: Radio Vaticana-Il Sismografo

 

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