Gerusalemme è la vera città della pace, che tutto il mondo attende da troppo tempo

Hanno visto un Uomo Risorto, ma nonostante Gesù, ancora c’è lotta armata e discordia. Chi puo’ dare oggi la pace alla città santa?  

Gerusalemme (in ebraico: ירושלים: Yerushalayim, Yerushalaim e/o Yerushalaym ascolta; in arabo: القُدس, al-Quds, “la (città) santa”, arabo: أُورْشَلِيم, Ūrshalīm), già capitale ebraica tra il X e il VI secolo a.C., è un’antichissima città di enorme importanza storica e geopolitica nonché unica città santa per due delle tre principali religioni monoteistiche (Ebraismo e Cristianesimo) e terza città santa in ordine d’importanza, dopo La Mecca e Medina, per l’Islam. Si trova sull’altopiano che separa la costa orientale del Mediterraneo dal Mar Morto, a est di Tel Aviv, a sud di Ramallah, a ovest di Gerico e a nord di Betlemme. La Città Vecchia e le sue mura, considerate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, racchiudono in meno di un chilometro quadrato molti luoghi di grande significato religioso come il Monte del Tempio, il Muro del pianto, la Basilica del Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia, la Moschea al-Aqsa. Nel corso della storia Gerusalemme è stata distrutta e ricostruita due volte, e fu assediata, conquistata e riconquistata in decine di occasioni. A Gerusalemme è possibile identificare la città antica, circondata ancora oggi da mura difensive con camminamento perimetrale e passaggi obbligati (Porta Nuova, Porta Damasco e Porta di Erode a Nord; Porta di Santo Stefano o dei Leoni e Porta d’Oro murata sulla fiancata della Spianata a Est; Porta del letame o dei Magrebini e Porta di Sion a Sud; Porta di Jaffa ad Ovest) posta su quattro colline:

A Nord-Ovest è presente il monte Golgota, che con una propaggine meridionale detta “sperone centrale”, si insinua tra la valle del Tyropoeon e la valle trasversale. Lo sperone centrale è stato, fin dai tempi antichi, sede di mercato, difeso dalle Mura di Manasse nel 650 a.C. circa. Il Golgota fu usato stabilmente dai Romani per le crocifissioni, ai tempi extra moenia. a Nord-Est un complesso collinare che, col rilievo di Nord-Ovest, fu compreso nelle mura della città in epoca romana, sotto Tito, prendendo il nome di “Città Nuova”.

View to Jerusalem old city. Israel

A Sud-Ovest c’è una grossa collina (detta “di Gareb”) che raggiunge i 770 m. s.l.m., le cui falde meridionali e occidentali costituiscono la valle della Geenna. Il punto più basso di questa è alla confluenza col Cedron, e risulta intorno ai 600 di altitudine. A Nord si trova la valle trasversale che divide la collina di Gareb dai promontori settentrionali. In questa fu costruito l’acquedotto superiore (V-VI secolo a.C.), che portava le acque alla piscina di Migdal o Amygdalon. Già in periodo gebuseo la collina di Gareb prende nome di Urusalim. A Sud-Est si trova il complesso Sion-Ophel-Moria: si tratta di un rilievo a forma di clava con asse Nord-Sud, la parte più grossa e alta (raggiunge i 750 m di altitudine) rivolta a Nord. È individuato dalla valle del Cedron sul lato Est, e dalla valle centrale del Tyropoeon a Ovest. Sion è la parte più bassa, il manico di questa clava, e qui fu fondato il nucleo originario della città. L’Ophel, spesso chiamato “Sion” per estensione del termine, è il nome dato al pendio che sale al Monte Moriah, dov’è la spianata delle moschee (detta anche spianata del Monte del Tempio). Sebbene Sion e Ophel costituissero il nucleo originario, attualmente si trovano al di fuori delle mura che individuano la cosiddetta città vecchia.

Lo status internazionale di Gerusalemme rappresenta un problema nodale complesso e di difficile risoluzione nel quadro dei conflitti arabo-israeliani. Svariati tentativi sono stati fatti negli ultimi decenni per definirne lo status giuridico internazionale, tramite risoluzioni ONU e negoziazioni fra le parti, nessuno dei quali ha portato finora ad alcun esito definitivo. La sovranità territoriale di Gerusalemme è attualmente rivendicata sia da Israele che dal popolo palestinese in modalità finora inconciliabili. La varietà di composizione della popolazione della città, luogo di culto delle tre religioni abramitiche, la sua peculiarità storica e l’importanza di luoghi considerati patrimonio dell’umanità rendono la ricerca di una soluzione ancora più complessa, chiamando in causa, oltre ai leader dei due popoli e agli organi internazionali, anche altri soggetti tra cui la Santa Sede. Israele, dal 1967, ha il controllo de facto dell’intera Gerusalemme, inclusa Gerusalemme Est; per consolidare tale controllo le autorità israeliane hanno messo in campo una serie di politiche urbane volte contemporaneamente a favorire la costruzione di quartieri ebraici nei territori occupati di Gerusalemme Est. Israele rivendica sull’intera Gerusalemme la piena sovranità – e ne ha affermato per legge costituzionale lo status di capitale “completa e indivisa”. Il popolo palestinese, tramite i suoi rappresentanti, rivendica una parte o la totalità di Gerusalemme (in arabo al-Quds, ossia “la Santa”) come capitale del futuro Stato palestinese. La maggior parte dei membri dell’ONU e delle organizzazioni internazionali non accetta né che Gerusalemme sia capitale di Israele, né l’annessione ad Israele di Gerusalemme Est. La maggior parte delle ambasciate si trova nel distretto di Tel Aviv. Secondo lo studioso Stephen Zunes la “comunità internazionale” in generale non avrebbe accettato di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. Il ministero degli esteri israeliano in proposito afferma come sia “la maggioranza degli stati” a non aver accettato di riconoscere a Gerusalemme lo status di capitale.






I gerosolimitani sono 743.000 (maggio 2007), di cui 68% ebrei, 30% musulmani, e 2% cristiani; la densità è 5.750,4 abitanti per km². Benché riceva dall’estero alcune migliaia di immigranti ebrei l’anno, lasciano la città più persone di quante vi arrivino; tuttavia l’alta natalità degli arabi e degli ebrei ultra-ortodossi (Haredi) continua a far crescere la popolazione in linea con la media nazionale. Il tasso di fertilità (4,02) e la dimensione familiare (3,8) sono quindi assai superiori alle medie nazionali.

Di conseguenza, cambia la composizione religiosa ed etnica della città: ampia maggioranza, gli ebrei hanno solo il 31% dei bambini sotto i 15 anni, e infatti la quota di ebrei declina dal tempo della riunificazione della città (1967), quando era pari al 74%. Peraltro, fra gli ebrei cresce la quota degli Haredi (ormai più di un terzo degli ebrei locali), che non sono sionisti e il cui stile di vita spinge i giovani ebrei laici a trasferirsi sulla costa mediterranea. Il tema della composizione è politicamente molto sensibile e oggetto di dibattito. La presente tabella mostra l’evoluzione demografica, con attenzione a quella ebraica. Confronti fra anni vanno effettuati con cautela perché le aree coperte variano con il variare dei confini della città e del distretto. a cura di Ornella Felici

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