Don Mario ha 28 anni, ed ha scritto un canto a P. Giorgio Frassati. VERSO L’ALTO. Da non perdere

Don Mario Ciardullo è un giovane sacerdote di 28 anni di Cosenza che ha scritto un canto in onore di Piergiorgio Frassati, oltre a realizzarne in seguito un video che sta ‘girando’ molto sulla rete web ed è apprezzato moltissimo. L’interpretazione del brano è di Antonello Armieri, leader della band Kantiere Kairos, mentre nel video sono coinvolti come comparse tutti i giovani della sua parrocchia.

Don Francesco Cristoforo lo ha intervistato a margine della trasmissione ‘Nella fede della Chiesa’ di Padre Pio Tv, perfargli raccontarela sua innovativaesperienza.

DON MARIO, CI PUOI RIUSSUMERE IN POCHE PAROLE LA FIGURA DI PIER GIORGIO FRASSATI.

La figura di Pier Giorgio è una figura luminosa e illuminante perché ci aiuta a comprendere come la santità è alla portata di tutti. Nasce a Torino il 6 aprile 1901, da una delle famiglie più borghesi di Torino. Il padre, Alfredo Frassati, fu  vicedirettore e poi, dal 1900 al 1920, direttore della testata giornalistica La Stampa. L’educazione che Frassati ricevette in famiglia fu improntata su metodi e principi piuttosto rigidi. La famiglia quindi trasmise ai figli un duro sistema di regole e doveri, basato sul rispetto, l’ordine, la disciplina e l’onore. La fede fu impartita unicamente dalla madre. Pier Giorgio era un ragazzo molto vivace, solare, sempre allegro e ricco di energie. Praticò numerosi sport, ma furono soprattutto le escursioni in montagna a costituire la sua più grande passione, come documentato dalle numerose fotografie. S’iscrisse anche a varie associazioni alpinistiche, partecipando attivamente a circa una quarantina di gite ed escursioni. Il 18 maggio 1924, durante una gita al Pian della Mussa, insieme con i suoi più cari amici fondò la “Società dei Tipi Loschi””, un’associazione caratterizzata da un sano spirito d’amicizia e d’allegria. Ma dietro le apparenze scherzose e goliardiche, la Compagnia dei Tipi Loschi nascondeva l’aspirazione a un’amicizia profonda, fondata sul vincolo della preghiera e della fede. Nonostante le ricchezze della famiglia venissero elargite ai figli con grande parsimonia, Pier Giorgio era spesso al verde perché il più delle volte i pochi soldi di cui disponeva venivano da lui generosamente donati ai poveri e ai bisognosi che incontrava o a cui faceva visita. Non di rado gli amici lo vedevano tornare a casa a piedi perché aveva dato a qualche povero i soldi che avrebbe dovuto utilizzare per il tram. È probabilmente visitando i poveri nelle loro abitazioni che Pier Giorgio contrasse una poliomielite fulminante che lo portò repentinamente alla morte in meno di una settimana, dal 29 giugno al 4 luglio, giorno in cui spirò. La mattina del 30 giugno 1925, Pier Giorgio accusò una strana emicrania e anche un’insolita inappetenza.  Nessuno però diede molto peso al suo malessere, pensando a comuni sintomi influenzali. La notte prima della morte della nonna, come racconta Luciana, non potendo prendere sonno per l’assillante dolore, Pier Giorgio tentò di alzarsi per camminare un po’, ma cadde più volte in corridoio e si rialzò sempre da solo e senza che nessuno, a parte i domestici, se ne accorgesse. I genitori compresero la gravità delle condizioni del figlio proprio il giorno della morte della nonna, quando egli non riuscì più ad alzarsi dal letto per partecipare alla celebrazione delle esequie. Pier Giorgio stava quindi morendo senza che nessuno se ne rendesse conto e quando il medico accertò le condizioni disperate in cui versava, era ormai troppo tardi per qualsiasi rimedio. Si tentò tuttavia di fare il possibile; il padre fece arrivare direttamente da Parigi un siero sperimentale, ma fu tutto inutile. Giovanni Paolo II lo proclamò beato il 20 maggio 1990. Il Papa polacco lo aveva definito tra l’altro “un alpinista… tremendo” e “il ragazzo delle otto Beatitudini”.

 

 

PERCHE PIERGIORGIO E’ IMPORTANTE NELLA TUA VITA E NEL TUO CAMMINO.

La sua figura è importante perché mi aiuta a vivere la vita, le gioie, le difficoltà con uno sguardo del tutto nuovo. Lo sguardo dello slancio. Lo sguardo dell’affidamento. Molte volte dimentichiamo che Dio è Padre e che si prende cura di ognuno di noi. Dimentichiamo che è provvidenza. Dimentichiamo che Lui vuole la nostra felicità. Piergiorgio è la prova di tutto questo. Piergiorgio è la chiara manifestazione dell’amore di Dio. Piergiorgio mi aiuta a vedere in una montagna da scalare non la paura, ma la voglia di affrontare quella salita. Piergiorgio è il compagno di quel viaggio spirituale che ogni giovane potrebbe e dovrebbe avere.

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L’EDUCAZIONE CHE FRASSATI RICEVETTE IN FAMIGLIA FU IMPRONTATA SU METODI E PRINCIPI PIUTTOSTO RIGIDI. LA FAMIGLIA QUINDI TRASMISE AI FIGLI UN DURO SISTEMA DI REGOLE E DOVERI, BASATO SUL RISPETTO, L’ORDINE, LA DISCIPLINA E L’ONORE. OGGI RISPETTO A IERI COSA È CAMBIATO NEL METODO EDUCATIVO.

Sono tante le cose che oggi sono cambiate. Difficilmente troviamo genitori pronti a trasmettere ai loro figli regole e doveri basati sul rispetto, sull’onore, sull’educazione. Probabilmente perché alla base manca il rispetto per se stessi e per gli altri. Non riusciamo più a vedere negli altri Dio. Non riusciamo più a fidarci dell’altro. L’altro diventa, oggi, per noi un ostacolo. E allora fin da bambini probabilmente si insegna ai propri figli a fidarsi poco, a rispettare poco, a non avere onore.

 

NEI GIORNI SCORSI È USCITO UN VIDEO, FRUTTO DI UN TUO LAVORO, CON UNA CANZONE BELLISSIMA DA TE SCRITTA: VERSO L’ALTO. COME E PERCHÈ NASCE QUESTO PROGETTO?

Si nei giorni scorsi è uscito il videoclip musicale di “Verso l’Alto” realizzato da Le Officine Fotografiche con la regia di Veronica Longo.  Un progetto che sta avendo un discreto “successo”  grazie al lavoro della giornalista Nadia Macrì. Un video frutto di lavoro, ma soprattutto frutto di tanta Grazia ricevuta durante questo percorso spirituale. Il video è stato girato coinvolgendo numerosi ragazzi, tra cui Fausto Morrone nelle vesti di Piergiorgio Frassati. Il brano è prodotto e arrangiato da Tiziano Sposato e interpretato dalla meravigliosa voce di Antonello Armieri, cantautore calabrese particolarmente apprezzato. Un viaggio fatto nel 2009 insieme a don Gianni Citrigno allora parroco della Parrocchia Santa Famiglia in Andreotta di Castrolibero (oggi vicario generale dell’Arcidiocesi di Cosenza – Bisignano) e ai giovani dell’Azione Cattolica di quella parrocchia, sulle orme di Piergiorgio ad Oropa fa nascere questo brano musicale che vuole oggi arrivare a tanti giovani alla vigilia del Sinodo. Mi ha sempre colpito, il motto di Piergiorgio: verso l’Alto. Mi ispirava fiducia. Pronunciarlo mi faceva quasi volare. Per gioco durante quell’esperienza buttai giù qualche parola e un po’ di accordi, il resto lo ha fatto veramente lo Spirito Santo.

 

DON MARIO, NELLA STROFA DELLA CANZONE, SE VOGLIAMO C’È IL CUORE DELLA VITA DI PIER GIORGIO FRASSATI: 1. AMORE VERSO I POVERI, LA CARITÀ E LA GIOIA, TANTO VOLUTA ANCHE DA PAPA FRANCESCO. QUINDI PIERGIORGIO OGGI POSSIAMO DIRE CHE PUÒ ESSERE UN VERO MODELLO PER I GIOVANI ANCHE IN VISTA DEL PROSSIMO SINODO A LORO DEDICATI?

Certo. Piergiorgio può essere modello per ogni giovane, per tutti i giovani. Egli ha vissuto una vita normale, cercando di essere presente in tutto ma soprattutto cercando di portare la fede in ogni casa, in ogni cuore. La preghiera, l’Eucaristia erano il centro della sua giornata. Ma tutto questo lo ha vissuto con semplicità. Per questo motivo Piergiorgio è un modello, perché ci dimostra chiaramente che santi lo si può essere, che si può vivere nella gioia vera. Quella gioia che dovrebbe pervadere un cristiano in ogni istante della sua giornata. Piergiorgio si è fatto veramente pane spezzato

 

PERCHÉ DOBBIAMO GUARDARE VERSO L’ALTO?

Penso che nel nostro percorso di vita, siamo abituati a camminare sempre con la testa rivolta verso il basso, perdendo così di vista le meraviglie del Creato e le bellezze che ci circondano. Invece pensare di poter andare verso l’Alto, lì dove tutto è possibile e dove Dio è visibile, non solo rafforza il nostro cammino di credenti, ma aumenta la nostra fiducia verso gli altri. Il brano che ho composto nasce con questi sentimenti e se da un lato racconta la vita del Beato, dall’altro spero possa arrivare a coloro i quali stanno attraversando un momento difficile della loro vita in modo da poterli aiutare a non disperare e a vivere nella consapevolezza che Dio è provvidenza. Il motto del beato ci invita ad essere essenziali, veri, nudi di fronte ai casi della vita. E in modo particolare ci invita a credere fortemente nella provvidenza, in questo Dio che non ti lascia mai solo, a diventare pezzi di cielo. Bisogna guardare verso l’Alto perché soltanto andando verso l’Alto si riesce ad andare verso l’Altro che è manifestazione dell’Amore di Dio.

Intervista di Don Francesco Cristofaro

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