Karol Woityla diventa Papa e grida: ‘Spalancate le porte a Cristo!’ Era il 16 ottobre 1978.

Il conclave dell’ottobre 1978 venne convocato a seguito della morte improvvisa, dopo soli 33 giorni di pontificato, di papa Giovanni Paolo I, avvenuta il 28 settembre dello stesso anno. Si svolse alla Cappella Sistina dal 14 al 16 ottobre, e, dopo otto scrutini, venne eletto papa il Cardinale Arcivescovo di Cracovia, che assunse il nome di Giovanni Paolo II. Wojtyła venne eletto papa all’ottavo scrutinio del secondo giorno di conclave con 99 voti su 111, secondo quanto riportato dalla stampa italiana.

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Il nuovo Pontefice, accettò l’ elezione con le parole: «Con l’obbedienza della fede a Cristo, mio Signore, e con fiducia nella madre di Cristo e della Chiesa, nonostante le grandi difficoltà, accetto». In omaggio al suo predecessore assunse il nome di Giovanni Paolo II. È stato il primo papa non italiano dai tempi dell’olandese Adriano VI, che regnò dal 1522 al 1523. Alle 18:18 del 16 ottobre, dopo l’ottavo scrutinio, dal comignolo della Sistina si levò la fumata bianca. Poco meno di mezz’ora dopo, alle 18:45, il cardinale protodiacono Pericle Felici, con la tradizionale locuzione Habemus Papam, annunciò l’elezione di Karol Wojtyła, che scelse il nome di Giovanni Paolo II. Quando Felici pronunciò il nuovo nome del papa, alcuni, fra la folla, pensarono si trattasse del cardinale Carlo Confalonieri (non partecipante al conclave perché oltre il limite di età). Altri, invece, pensarono a un papa africano. Giovanni Paolo II apparve al balcone alle 19:15, e, rompendo la tradizione che voleva il papa in silenzio, fece un breve discorso prima della benedizione Urbi et Orbi:

LE PAROLE DI KAROL

“Sia lodato Gesù Cristo! Carissimi fratelli e sorelle, siamo ancora tutti addolorati dopo la morte dell’amatissimo papa Giovanni Paolo I. Ed ecco gli eminentissimi cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato di un paese lontano… Lontano, ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana. Io ho avuto paura di ricevere questa nomina, ma l’ho fatto nello spirito dell’obbedienza verso il nostro Signore e nella fiducia totale alla sua madre, Madonna Santissima. Anche non so se potrei bene spiegarmi nella vostra… la nostra lingua italiana. Se mi sbaglio mi corigerete! E così mi presento a voi tutti, per confessare la nostra fede comune, la nostra speranza, la nostra fiducia alla Madre di Cristo e della Chiesa e anche a incominciare di nuovo su questa strada della storia e della Chiesa, di incominciare con l’aiuto di Dio e con l’aiuto degli uomini”.

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Video dell’elezione 16 Ottobre 1978

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GIOVANNI PAOLO 2Domenica 22 Ottobre 1978, Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro, circondato da una numerosissima folla, iniziava il ministero di Pastore Universale della Chiesa. Rileggiamo i passi più significativi del’omelia tenuta durante la Celebrazione: “Il nostro tempo ci invita, ci spinge, ci obbliga a guardare il Signore e ad immergere in una umile e devota meditazione del mistero della suprema potestà dello stesso Cristo. Colui che è nato dalla Vergine Maria, il Figlio del falegname – come si riteneva –, il Figlio del Dio vivente, come ha confessato Pietro, è venuto per fare di tutti noi “un regno di sacerdoti”.  Il Concilio Vaticano II ci ha ricordato il mistero di questa potestà e il fatto che la missione di Cristo – Sacerdote, Profeta-Maestro, Re – continua nella Chiesa. Tutti, tutto il Popolo di Dio è partecipe di questa triplice missione. E forse nel passato si deponeva sul capo del Papa il triregno, quella triplice corona, per esprimere, attraverso tale simbolo, che tutto l’ordine gerarchico della Chiesa di Cristo, tutta la sua “sacra potestà” in essa esercitata non è altro che il servizio, servizio che ha per scopo una sola cosa: che tutto il Popolo di Dio sia partecipe di questa triplice missione di Cristo e rimanga sempre sotto la potestà del Signore, la quale trae le sue origini non dalle potenze di questo mondo, ma dal Padre celeste e dal mistero della Croce e della Risurrezione. 

La potestà assoluta e pure dolce e soave del Signore risponde a tutto il profondo dell’uomo, alle sue più elevate aspirazioni di intelletto, di volontà, di cuore. Essa non parla con un linguaggio di forza, ma si esprime nella carità e nella verità. Il nuovo Successore di Pietro nella Sede di Roma eleva oggi una fervente, umile, fiduciosa preghiera: “O Cristo! Fa’ che io possa diventare ed essere servitore della tua unica potestà! Servitore della tua dolce potestà! Servitore della tua potestà che non conosce il tramonto! Fa’ che io possa essere un servo! Anzi, servo dei tuoi servi”. Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!  Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa! Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna”.

Video riassuntivo della Celebrazione del 22 Ottobre 1978 

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GIOVANNI PAOLO IIIl 12 Novembre 1978, Giovanni Paolo II, prese possesso della Basilica Lateranense, sede del Vescovo di Roma. In quella Celebrazione disse: “Nella cornice di questo meraviglioso incontro dell’antico col nuovo, desidero oggi, come nuovo Vescovo di Roma, iniziare il mio ministero verso il Popolo di Dio di questa Città e di questa diocesi, che è diventata, per la missione di San Pietro, la prima nella grande famiglia della Chiesa, nella famiglia delle diocesi-sorelle. Il contenuto essenziale di questo ministero è il comandamento della carità: questo comandamento che fa di noi, uomini, gli amici di Cristo: “Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando” (Gv 15,14). “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore” (Gv 15,9). O Città Eterna, o cari Fratelli e Sorelle, o cittadini Romani! Il vostro nuovo Vescovo desidera soprattutto che rimaniamo nell’amore di Cristo, e che questo amore sia sempre più forte delle nostre debolezze. Esso ci aiuti a modellare il volto spirituale della nostra Comunità, perché davanti a questo amore spariscano gli odi, le invidie, ogni malizia e perversità, nelle grandi come nelle piccole cose, nelle questioni sociali come in quelle interpersonali. Che l’amore sia il più forte! Con quale gioia, e insieme con quanta riconoscenza ho seguito in questi ultimi giorni i numerosi episodi (la televisione me li ha resi vicini) in cui, a seguito della mancanza di personale negli ospedali, tanti si offrirono volontari, adulti e in particolare giovani, per servire con premura i malati. Se è valida la ricerca della giustizia nella vita professionale, tanto più deve essere vigile l’amore sociale. Desidero, quindi, per la mia nuova diocesi, per Roma, questo amore che il Cristo ha voluto per i suoi discepoli. L’amore costruisce; solo l’amore costruisce!”.

Giovanni Paolo II iniziò subito una serie di incontri e visite. Ricordiamo i momenti più salienti dei primi mesi di pontificato: 19 novembre 1978, Incontro di preghiera tra i Seminaristi Romani;  26 novembre 1978, Incontro con il laicato cattolico di Roma; 3 dicembre 1978, Visita alla Parrocchia di San Francesco Saverio – Roma; 8 dicembre 1978, Visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore; 10 dicembre 1978, Visita alla Parrocchia di Sant’Anna in Vaticano; 17 dicembre 1978, Visita alla Basilica di San Paolo fuori le Mura; 24 dicembre 1978, Santa Messa di Mezzanotte; 31 dicembre 1978, Te Deum. Al 31 Dicembre 1978 Papa Woityla, aveva già tenuto 15 Udienze Generali, e 14 Angelus.

di Redazione Papaboys

2 COMMENTI

  1. …non potevo immaginare che da quel momento la mia vita di battezzata sarebbe cambiata…
    Avevo poco più di dieci anni e per noi il Papa era un personaggio seduto su una sedia tanto alta che non gli si vedeva il viso, uno che tutti amavano, ma che parlava difficile. Però all’Angelus della domenica in onda in TV, o alle benedizioni ‘urbi et orbi’ (di cui forse all’epoca non conoscevamo nemmeno il significato e sicuramente non la traduzione dal latino) si ascoltava in ‘religioso’ silenzio. Così ci era stato insegnato…
    Però ‘questo’ Papa entrò nelle nostre case con un fare nuovo e un linguaggio che arrivava anche a noi: mi piacque da matti il fatto che ci mise al posto della maestra, parlando di ‘correzione’. E lui sarebbe stato l’alunno! Era un gioco che facevamo spesso, ma mai avremmo pensato di farlo con il Papa!
    Era l’alba di una rivoluzione che avrebbe mostrato dimensioni spazio-temporali senza precedenti, che avrebbe generato nuove, nuovissime forme di comunicazione ed evangelizzazione. La Chiesa si sarebbe messa in gioco sul campo, come non era mai accaduto prima, o forse, come le dinamiche mediatiche non avevano mai espresso.
    Non avremmo, tuttavia, immaginato che saremmo stati noi le canne vuote all’interno delle quali avrebbe soffiato il nuovo vento dello Spirito, noi, la Chiesa che il Santo Padre avrebbe guidato al Terzo Millennio con un presupposto assoluto: l’incontro con Gesù, bello e nuovo come la primavera…

  2. Cari amici, vi ho seguito il Hangout. (Qui negli Stati Uniti purtroppo siamo 7 ore dopo.)

    Vorrei dire che sono assolutamente d’accordo con te, Dany, della vicinanza sopranaturale di questo Gran Karol, in vita come adesso in Gloria.

    Vi racconto ciò che è successo ieri. Sono andata a vedere mio Padre che è in un ospedale lontano di casa mia qui in Houston. Non sapevo cosa portare con me, e alla fine ho presso l’immagine della Nostra Signora della Tenerezza (Vladimir) e una foto di GPII che è caduta da un libro di salmi, che non avevo aperto da tanto tempo. La foto è di Lui, pregando quando già, poveretto, appena poteva parlare. Mio Padre ha anche Parkinson’s e la settimana scorsa si è rotto il bacino perche si è caduto.

    Sono partita tardi di casa mia, mi ha presso una pioggia da matti sull’autostrada, mi sono scordata l’indirizzo a casa, e anche—sembra impossibile—ma mi sono anche dimenticata il cellulare. All’entrare alla fine nella stanza in ospedale, mio Padre ha aperto gli occhi. Ieri l’avevo fatto due trasfusioni di sangue e già stava dormendo. Dopo alcuni minuti di chiacchierare gli ho messo in mano l’immagine de GPII, raccontandogli della canonizzazione.

    L’ha guardato e ha fatto un grande sorriso gioioso Non me lo speravo. La guardava ancora un po’ la foto, ed è sorriso di nuovo, questa volta con tenerezza. Dopo, ha fatto un altro, terzo sorriso misterioso e ha chiuso gli occhi per dormire ancora un po’.
    Più tardi abbiamo parlato, abbiamo mangiato qualcosa insieme e mi sono andata via. Conoscendo mio padre, so che il suo primo sorriso era stato perche aveva riconosciuto il Papa.Il secondo sorriso, era stato perché ci si è messo a pensare e gli è piaciuto molto di che questo santo “venisse a visitarlo” in ospedale. Fino a quello, avevo capito.
    Molto più tardi, di ritorno a casa, ci pensavo ancora…e mi è venuta la risposta. Mio padre aveva sorriso una terza volta perche GIOVANNI PAOLO II “gli aveva sorriso dalla foto,” come un amico, per consolarlo. 😀

    Sì, senz’altro GP II è come un parente. Ci viene incontrare. Ha uno sguardo penetrante, sempre e “dovunque sia.”

    GRAZIE per ricordarci. Un abbraccio.

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