Finley ha 2 anni, le macchine erano spente e le sue ore finite, ma… Gesù ha deciso diversamente

Sarah Burton (28) e Mike Jones (30) da Larkfield, nel Kent, non avevano avuto altra scelta se non spegnere la macchina che teneva in vita il loro figlioletto Finley affetto da meningite pochi giorni prima del Natale 2013. Mike, di professione meccanico, con Sarah aveva avuto anche un figlio all’epoca di 4 anni, Alfie, ed a proposito dell’episodio aveva dichiarato: “E ‘stato devastante, Finley era così piccolo e indifeso”. 

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Sarah ha affermato a sua volta: “Con la consulenza del team medico, e fra me e Mike come coppia, avevamo preso la decisione straziante di spegnere il supporto vitale di Finley. Posso solo descrivere la sensazione provata: intorpidimento. Non avevo idea se fosse giorno o notte, stavamo semplicemente seduti all’interno di quelle quattro mura a guardare Finley per ore e ore”. Una volta che la macchina che consentiva a Finley di respirare era stata spenta, Sarah sentito il bisogno di fare il bagnetto al suo piccolo per la prima e ultima volta. “Tutto ciò che ho pensato era che avevo avuto questo bambino senza nemmeno poterlo lavare per la prima volta come fanno tutte le madri”. La coppia ha coccolato lo sfortunato bimbo dandogli l’addio attorno al suo letto. Papà Mike ha detto: “Quando non guardavamo Finley osservavamo le macchine, e dai segnali mostrati sapevamo che ci stava lasciando. Poi qualcosa di miracoloso è avvenuto, i segni vitali avevano cominciato a muoversi. Finley aveva fatto la sua scelta: vivere”. Era la luce alla fine del tunnel tanto desiderata da questa famiglia. Il piccolo Finley è nato il 21 dicembre, e la sua mamma ha ricordato: “Non appena è venuto al mondo ho capito che qualcosa non andava. Non teneva gli occhi aperti né mangiava correttamente”. Già subito dopo aver lasciato l’ospedale, Finley non riusciva a nutrirsi in maniera normale e quando lo faceva accusava dei malori. “In seguito alla prima notte trascorsa a casa la situazione è peggiorata rapidamente. Dall’una non voleva più mangiare, esattamente come nella nottata precedente, ed era diventato floscio, senza forze, con il volto violaceo”. Dopo la coraggiosa lotta alla vita di Finley, la squadra intensiva di terapia pediatrica dell’Evelina Children’s Hospital aveva avvisato la sua famiglia che sarebbe potuto sopravvivere però solamente per altre due settimane.

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Incapaci di restare nel reparto di Pediatria con il loro figlio, Sarah e Mike sono andati ogni giorno da Larkfield a Londra per stare insieme a lui. Mike ha detto: “Finley poteva avere in questo modo cibo e medicine necessari, ma se davvero gli fosse rimasto così poco da vivere allora lo avremmo voluto a casa con noi, ed avevamo chiesto se ciò fosse possibile. Grazie alla struttura di accoglienza pediatrica “Ellenor”, la famiglia di Finley lo ha potuto riavere nella propria abitazione. Il bimbo aveva iniziato a soffrire di apnea nel sonno, dove a volte smetteva di respirare risultando violaceo e privo di sensi, ma il supporto di “Ellenor” non è mai mancato ogni giorno ed ogni notte. Finley, contro ogni probabilità, è poi giunto fino al suo primo compleanno, ma in seguito ha cominciato a soffrire di crisi epilettiche a volte anche della durata di quattro ore. Poi a due anni Finley, che è ancora affetto da questi attacchi, sta cominciando l’asilo, una tappa importante che i suoi genitori mai avrebbero potuto immaginare di poter vivere.





Redazione Papaboys (Fonte www.direttanews.it/S.L.)

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