100 morti per i raid israeliani sulla Striscia di Gaza

GazaQuarto giorno di battaglia nella Striscia di Gaza con Israele che prosegue nella sua strategia. Inutili gli appelli da parte di Onu e Stati Uniti per cercare di fermare l’escalation di violenza. Tel Aviv vuole colpire tutti gli obiettivi di Hamas ma nei suoi raid sono numerosi i civili che perdono la vita. 

E Obama chiama Netanyahu – Il presidente americano, Barack Obama, ha telefonato al premier israeliano, Benjamin Natanyhau, condannando i lanci di razzi su Israele ed esprimendo preoccupazione per il rischio di un’ulteriore escalation della situazione. Già in serata gli Usa avevano espresso apprensione. “Nessuno vuole assistere ad un’invasione di Gaza da parte di Israele. Per questo è importante un allentamento delle tensioni”. Così la portavoce del Dipartimento di Stato, Jennifer Psaki.  – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Gaza-Hamas-Pronti-a-combattere-per-mesi-b50b0684-8a59-4e5c-8912-6acfc77ffa8a.html#sthash.TWXmzpfP.dpuf

È di oltre 100 morti il bilancio dei raid israeliani sulla Striscia di Gaza, mentre non si ferma il lancio di razzi da parte di Hamas, lanciati stamani anche su Tel Aviv. Uno scenario che purtroppo rende più vicina l’ipotesi di un attacco di terra da parte di Israele, con conseguenze devastanti. Intanto, il presidente Usa, Barack Obama, ha espresso al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, la sua preoccupazione per l’escalation della violenza, offrendo la mediazione americana per l’istituzione di un cessate il fuoco. Paolo Giacosa della Radio Vaticana ha intervistato Giorgio Bernardelli, esperto di Medio Oriente, che si sofferma anche sull’emergenza umanitaria:

R. – La situazione è pesantissima. Il ministero della Sanità palestinese ha dato questa notizia: sono stati superati i 100 morti. Sono numeri che dicono ancora tremendamente poco. È davvero una catastrofe umanitaria quella che si va profilando su Gaza e, allo stesso tempo, va avanti anche il lancio di razzi da Gaza su Israele: stamattina c’è stata l’ennesima linea rossa superata da questo conflitto, prendendo di mira direttamente l’aeroporto Ben Gurion; per alcuni minuti è stato interrotto anche il traffico aereo. Sono quegli scenari che, purtroppo, mostrano uno scontro che va ulteriormente crescendo, rendendo anche probabilmente più vicina l’ipotesi di un attacco di terra che avrebbe conseguenze devastanti in un contesto come quello di Gaza.

D. – Obama si dice pronto a mediare ma le dichiarazioni tra israeliani e palestinesi non pronosticano situazioni rapide…
R. – Oggi scontiamo l’assenza di mediatori credibili. Scontiamo il fatto che questo buco nero – che è Gaza ormai da troppi anni – è stato emarginato dall’interesse del mondo e, quindi, una mediazione diventa anche difficile in un contesto come questo. Una mediazione funziona quando ci sono canali aperti nell’ordinario, nella comunicazione tra le due parti. Attualmente, tutto questo non esiste. Oggi Obama fa questa dichiarazione, ma non più di qualche settimana fa gli Usa hanno fatto un pesante passo indietro in Medio Oriente, dopo il fallimento del tentativo di Kerry. Oggi manca soprattutto chi dalla parte araba possa fare da ponte: non dimentichiamo che nelle crisi precedenti – sia nel 2009 sia nel 2012 – erano stati gli egiziani a togliere un po’ a tutti le castagne dal fuoco, soprattutto quella del 2012 aveva avuto successo proprio per un forte intervento da parte dell’allora presidente egiziano Morsi. Oggi al Cairo c’è un’altra situazione, un altro contesto ed il dramma di questa situazione è proprio il fatto che oggi non si vedono mediatori credibili all’orizzonte; per questo la situazione diventa molto pericolosa.

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D. – I continui bombardamenti causano una difficile crisi umanitaria segnalata anche da organizzazioni come l’Unicef, o Medici Senza Frontiere. Quali sono gli interventi a sostegno della popolazione?
R. – Gli interventi a sostegno della popolazione sono quel poco che è possibile fare in questo momento in una situazione che è davvero drammatica. Non dimentichiamo che Gaza è un posto dove la crisi umanitaria è praticamente endemica: si vive in oltre un milione e 600 mila persone in 360 chilometri quadrati, il ché vuol dire una densità abitativa due volte quella di Roma in un contesto in cui i servizi non sono evidentemente gli stessi. Oggi ci sono gravi problemi ad esempio negli ospedali, perché manca il rifornimento di energia elettrica. È una situazione davvero incandescente, è una situazione che come al solito – al di là dei giochi dei potenti – va a colpire soprattutto le persone più povere, più deboli che sono le vere vittime di questo conflitto. È una situazione in cui oggi si può fare ben poco. Finché non si arriva ad un cessate il fuoco che interrompa questa follia, qualsiasi tipo di intervento umanitario rappresenta solo piccole cose. A cura di Redazione Papaboys fonte: Radio Vaticana

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2 COMMENTI

  1. E’ un po’ lungo questo post …ma vi conviene leggerlo ! Sta iniziando una guerra fra Israeliani e Palestinesi …forse ,dopo 2000 anni riusciranno ad accopparsi reciprocamente !
    “Che scempio, e che offesa alla vita vedere dei ragazzi ventenni farsi saltare in aria ed ammazzare altri ragazzi, altre persone in nome non si sa bene di chi. Plagiati e schiavizzati dalle cosiddette “guide spirituali” che si sono autoeletti rappresentanti di Dio in terra; che presunzione!… Sono loro che creano problemi all’Islam, godono di molti privilegi, sono serviti e riveriti, portati in processione come delle icone da adorare.
    Ma gratta gratta si scopre che sotto c’è sempre la stessa cosa: la roba, il potere!
    Dello “spirito” gliene importa ben poco, teorizzano il governo di Dio sulla terra, teocrati il cui unico scopo è quello di conservare i privilegi acquisiti spacciandoli come legge di Dio. Il mondo occidentale è una minaccia reale non all’Islam ma a quel mondo maschilista che detiene le donne, e non solo, in condizioni di schiavitù.
    Mi pare che la parola Islam significhi “rassegnazione, sottomissione”. Un rassegnato dovrebbe essere molto tollerante ed in effetti la stragrande maggioranza del popolo islamico lo è, basta guardare la condizione e l’atteggiamento delle donne. Il problema è che alcune guide spirituali di quel mondo sono riuscite a spingere questo concetto fino al limite estremo convincendo sparuti gruppi di uomini alla rassegnazione totale, e cioè a sacrificare la loro stessa vita.
    Il loro vero nemico è l’informazione, è Internet, per la prima volta cominciano ad avvertire che sarà impossibile mantenere la loro gente segregata e nell’ignoranza. L’America e l’Occidente sono un pretesto, è questione di tempo ma ritroveranno da soli l’antico senso di tolleranza e sarà, come lo furono i primi filosofi greci per l’Olimpo, il popolo musulmano a conquistare la libertà ed il diritto di governarsi indipendentemente dalle religioni di ogni tipo e orientamento.
    Di tutti i tipi di governo elaborati dall’uomo, quello Teocratico è il peggiore, riesce a mettere insieme la discriminazione più profonda fra gli essere umani, con l’arroganza e la presunzione di farlo in nome di Dio.
    “Vescovi, mullah, rabbini, stregoni” se si considerano delegati di Dio nel governo dalle cose terrene sono degli abusivi, se al contrario si limitano a darci una mano nell’interpretazione delle sacre scritture ben vengano, ma il governo lo lascino a noi poveri mortali.
    Specularmente sull’altro fronte c’è il popolo eletto di Dio, Israele.
    Capisco le loro vicissitudini, gli orrendi crimini che hanno subito ma qualche riflessione dovrebbero farla anche loro.
    Dio immensamente giusto, immensamente equo, consegnò le tavole della legge a Mosé perché gli ebrei erano il popolo eletto? Se questa storia è vera credo che Dio non abbia eletto alcuno, ha semplicemente dato le sue leggi agli uomini.
    A parte la suggestione del Monte Sinai credo che il popolo ebraico si sia autoeletto popolo eletto per una serie di circostanze e casualità storiche.
    L’orgoglio di considerarsi il popolo eletto è la prima causa dei loro guai, ho la sensazione che deliberatamente abbiano cercato la solitudine e l’isolamento in parte giustificata dall’essere perseguitati.

    Si sono riuniti in branco caratterizzandosi anche nell’aspetto esteriore, i più ortodossi vestono tutti in nero con le barbe e capelli lunghi o intrecciati, gli altri portano un cappellino per ricordare a tutti che sono ebrei e che sono il popolo eletto.
    La loro è quasi una uniforme militare e prima di essere uomini o gente comune sono ebrei. Francamente questo aspetto, questa specie di peccato di orgoglio li rende antipatici e non sorprende che qualcuno nella storia abbia voluto ricordargli con mezzi violenti e spietati che sono uomini e donne come tutti gli altri. Anzi qualcuno si è spinto molto oltre ripagandoli con la stessa moneta affermando rozzamente che il popolo Ariano era il popolo eletto, la razza pura.
    Quando si pretende di governare con la legge di Dio cominciano i guai; qualsiasi legge che si spacci per “divina” necessariamente esclude tutte le altre.
    Il problema è costituito dal fatto che ci sono Abramo, Cristo, Maometto, Budda, Manitù ecc. ecc…
    Chi di Questi incarna la Legge delle leggi, divina, suprema? Non lo sapremo mai, perché se così fosse ci avvicineremmo tanto a Dio da diventare Dio noi stessi. È bene quindi che Dio rimanga sullo sfondo e che nessuno abbia la sfacciataggine di autoeleggersi suo rappresentante in terra…..
    Il conflitto israeliano-palestinese è una diretta conseguenza di questa concezione della vita e del Governo delle cose terrene legittimato, non dal Diritto, ma da Dio in persona tramite il “Corano” da una parte e la “Torah” dall’altra.
    Sotto questo aspetto alcuni musulmani hanno varcato qualsiasi limite concependo addirittura il “Partito di Dio”, come se Dio potesse essere parte ; non Gli si poteva fare un’offesa più grande!
    Sull’altro fronte c’è una democrazia fortemente influenzata dai capi religiosi , fondamentalista per quanto riguarda la razza e che ama portare segni di distinzione per ricordarlo a tutti.
    I veri mandanti in questo conflitto sono riconoscibili ed individuabili nell’immagine del Muro del Pianto diviso in due: da una parte i Mullah ed Ulema, dall’altra i Rabbini.
    Il terzo incomodo osserva da Roma; circa un millennio fa era in piena azione da quelle parti con la stessa logica. Oggi si limita a fare appelli scontati per la pace e fratellanza fra i popoli (non fra il Dio cristiano, Jhavè ed Allah , perché per lui l’unico Dio è quello cristiano) sapendo… o non sapendo di essere la concausa corresponsabile di questi conflitti.
    Questa guerra è una delle cose più abominevoli esistente oggi sulla terra, perché non ha nemmeno la dignità della “guerra classica”. Una volta ci si affrontava esercito contro esercito, ci si guardava negli occhi, sempre fuori dai centri abitati; poi c’erano i saccheggi….. ma quelli erano altra cosa.
    Oggi le guerre sono, come si dice asimmetriche, ci si nasconde deliberatamente nelle case, nelle scuole e si usano i civili ed i bambini come scudo. Si spara e si lanciano missili alla cieca sulla gente e si aspetta la reazione della controparte per poterla accusare di fare strage di bambini.
    È sorprendente l’ingenuità dei cronisti da questi teatri di guerra con titoli a tutta pagina… … Strage di 70 bambini! Ma come sono cattivi costoro che si divertono ad ammazzare degli innocenti!
    Non una parola, non un commento sui terroristi e non della controparte che li usano a loro insaputa come scudo.
    Sembra che non si rendano conto di essere in una zona di guerra. Se io padre di famiglia, con 10 figli, in guerra con chicchessia, consento a forze regolari o a terroristi di piazzare una contraerea sul tetto della mia casa, evidentemente sono cosciente di diventare un obiettivo legittimo e sicuramente non posso lamentarmi o ergermi a moralista se la controparte mi spara addosso ed ammazza anche mia moglie ed i miei 10 figli, perché deliberatamente o vigliaccamente ho deciso di sacrificarli.
    È la logica della guerra che, piaccia o non piaccia c’è sempre stata, e ci sarà ancora magari in forme diverse.
    Tratto da : http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=928178

  2. A mio modesto parere il commento di Antonio Capaldo è una giusta e obiettiva disamina dei fatti e dei misfatti di oggi e delle cause iniziali, cioè quando, forse in buona fede, alcuni popoli vollero crearsi la propria religione sostenendo che era quella giusta. Se ogni essere umano lasciasse da parte la religione e ragionasse con la propria testa ed il proprio buon senso tutto ciò non accadrebbe.

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