Vangelo (17 Maggio) Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.

#Vangelo: Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.Gv 15,1-8
Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Cristo Gesù è l’unica sola vera vite del Padre. Non vi sono altre viti vere. Vi sono altre viti, ma queste non sono di Dio, non sono curate da Lui. Producono ciò che vogliono, si curano come vogliono, hanno una vita che è da loro sempre. Anche se una vite si dice da Dio, all’istante appare che da Dio non è, perché i frutti non sono quelli di Dio. Se è facile per una vite che è di Dio corrompersi, produrre frutti acerbi, frutti velenosi, figuriamo tutte quelle viti che si dicono di Dio e non lo sono. Israele era vigna e vite di Dio, eppure si è corrotto nella sua iniquità, idolatria, malvagità.

#Vangelo: Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.

Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi. E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi? Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia. Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi (Is 5,1-7). 

Come fa un popolo, una nazione, anche uno schieramento politico o militare dirsi di Dio, se produce frutti contrari alla stessa natura di Dio che è eterna verità e divina carità. L’odio, la vendetta, le ingiustizie, le guerre, gli omicidi, le stragi, i genocidi, ogni altra nefandezza e malvagità in nessun modo possono attribuirsi a Dio. Dio mai vuole l’uomo contro l’uomo. Vuole invece che l’uomo sia per l’uomo, anche a prezzo della sua vita. Osserviamo la vite vera che è Cristo Gesù. Cosa Lui ha fatto nella sua vita? È passato tra noi mostrando ad ogni uomo come si ama. Anche sulla croce, trafitto nelle mani e nei piedi, ci mostrò come si ama: pregando e perdonando. Lui per noi si è fatto vero olocausto di amore. Perché per noi è morto, ha portato la croce, si è sacrificato fino a versare il suo Sangue. Su di Lui si è abbattuto tutto il male, lui però il male non lo ha mai conosciuto. Sempre ha risposto al male con il più grande bene. 

#Vangelo: Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.

Ogni discepolo di Gesù è un tralcio della sua vera vite. Se è tralcio in Lui, se da Lui viene al tralcio la linfa della vita, il cristiano mai dovrà produrre frutti cattivi, frutti di malvagità ed empietà, di crudeltà e cattiveria. Questi li produce chi appartiene all’altra vite, quella di Lucifero e di Satana. Questa è però una vite malvagia e genera malvagità sempre. Cristo Gesù è vite di amore e produce sempre un frutto di amore. Il cristiano si deve sempre verificare. Se lui produce frutti di falsità, menzogna, inganno, idolatria, iniquità, di certo lui è tralcio separato da Cristo Gesù, tralcio che il Padre ha tagliato perché d’intralcio e di peso agli altri tralci. I nostri frutti rivelano a chi apparteniamo. Gesù lo dice con divina chiarezza. È in Lui chi produce i suoi frutti di amore e di verità. Non è in Lui chi non produce questi frutti, perché i suoi sono di disonestà, falsità, odio e ogni altro vizio che si annida nel cuore dell’uomo. Nessuno inganni se stesso: chi è fuori di Cristo non potrà mai produrre frutti di vero bene.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci tralci veri in Cristo.

Commento del Movimento Apostolico

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