L’anniversario. Francesco, da quattro anni è il «Papa della gente». Lo speciale

13 marzo: ricorrono i quattro anni dall’elezione di papa Francesco. Dalla misericordia all’abbraccio dei dimenticati, il racconto degli ultimi dodici mesi di pontificato. Gli impegni in agenda. Era il 13 marzo 2013 quando nella Cappella Sistina Jorge Mario Bergoglio veniva eletto Papa e sceglieva il nome di Francesco. Lunedì 13 marzo ricorrono i quattro anni di pontificato del Papa argentino arrivato «dalla fine del mondo», come lui stesso aveva detto affacciandosi per la prima volta dalla Loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro. Nella sua agenda Bergoglio non ha per lunedì alcun impegno ufficiale. Nel mondo saranno celebrate Messe di ringraziamento per il Papa (come accadrà ad esempio in Terra Santa).

È noto che Francesco non ami i momenti celebrativi. Ed è anche per questo che non sono previste iniziative particolari per ricordare la sua elezione al soglio pontificio. Lo scorso 17 dicembre il Papa ha compiuto 80 anni e ha festeggiato il compleanno facendo colazione insieme con i senzatetto invitati nella sua residenza di Casa Santa Marta. Dolci argentini e bevande calde. Poi il Papa ha celebrato l’Eucaristia con i cardinali residenti a Roma nella Cappella Paolina. E ha concluso l’omelia dicendo: «Un po’ di umorismo aiuta ad andare avanti. Il Signore ci dia questa grazia».

Il 2016 nel segno della misericordia

Questo ultimo anno di pontificato sarà ricordato prima di tutto per il Giubileo straordinario. Iniziato l’8 dicembre 2015 e concluso il 20 novembre 2016, ha avuto al centro la misericordia, «l’architrave che sorregge la vita della Chiesa», come l’ha definita papa Francesco nella bolla di indizione dell’Anno Santo Misericordiae vultus. Il Giubileo è stato celebrato non soltanto a Roma ma anche in tutte le diocesi del mondo dove sono state aperte le Porte Sante della misericordia. Nell’ambito del Giubileo papa Bergoglio ha abbracciato i giovani di tutto il mondo a Cracovia in Polonia per la Giornata mondiale della gioventù invitandoli ad alzarsi dal «divano-felicità».






Inoltre il 2016 è stato l’anno dell’Amoris laetitia – “La gioia dell’amore” –, l’esortazione apostolica «sull’amore nella famiglia» che porta la data del 19 marzo. Raccoglie quanto emerso dai due Sinodi dei vescovi sulla famiglia del 2014 e 2015. È suddivisa in nove capitoli e più di 300 paragrafi. Oltre a descrivere la realtà della famiglia oggi, ne indica la vocazione, parla dell’amore nel matrimonio, si sofferma sulla «fecondità» dell’amore, invita a rafforzare l’educazione dei figli e chiede di «accompagnare, discernere e integrare la fragilità» nella «logica della misericordia pastorale» (con il delicato tema dei separati risposati).

Da Lesbo a Lund, la sfida del dialogo

Da Lesbo a Lund, Francesco ha valorizzato il cammino ecumenico nel senso della carità comune. Assieme al patriarca ecumenico di Costantinopoli, l’«amico» Bartolomeo I, si è recato nell’isola greca il 16 aprile 2016 per incontrare i rifugiati e pregare per le vittime delle migrazioni.
In Svezia Francesco è stato il primo Pontefice della storia a partecipare a una commemorazione della Riforma in occasione dei 500 anni delle tesi affisse da Lutero: lo ha fatto con il viaggio del 31 ottobre e 1° novembre scorsi durante il quale è stata firmata una dichiarazione congiunta in cui si richiama l’attenzione ai poveri. È stata anche l’occasione per soffermarsi sulla figura di Lutero. Nell’intervista rilasciata alla Civiltà Cattolica alla vigilia della visita, Bergoglio ha condensato i principali meriti di Lutero in due parole. Vale a dire Riforma («fondamentale perché la Chiesa è semper reformanda») e Scrittura («Lutero ha fatto un grande passo per mettere la Parola di Dio nelle mani del popolo»). Da ricordare anche le visite apostoliche in Messico, in Armenia (dove ha condannato il genocidio armeno che «inaugurò il triste elenco delle immani catastrofi del secolo scorso»), in Georgia e Azerbaijan.
In Italia, invece, Francesco è stato due volte ad Assisi nell’arco di un paio di mesi la scorsa estate, a testimoniare il legame con il santo di cui porta il nome: prima per gli ottocento anni del Perdono di Assisi alla Porziuncola; e poi per i trenta anni dall’incontro mondiale di preghiera per la pace voluto da Giovanni Paolo II nel 1986 con i maggiori leader religiosi.

 





La riforma della Curia Romana va avanti

Intanto prosegue la riforma della Curia Romana che è uno dei cardini del suo pontificato. Fra accorpamenti e snellimenti proposti anche dal “C9”, il consiglio dei cardinali chiamati da Francesco ad accompagnarlo in questo progetto, sono nati nell’ultimo anno due nuovi dicasteri: quello per il Servizio dello sviluppo umano integrale che è entrato in funzione il 1 gennaio e quello per Laici, famiglia, vita che ha assunto dallo scorso 1 settembre i compiti del Pontificio Consiglio per i laici e del Pontificio Consiglio per la famiglia.

I gesti: dalla lavanda dei piedi con i rifugiati al silenzio di Auschwitz

Fra i gesti da sottolineare in questo ultimo anno di pontificato la lavanda dei piedi nel Giovedì Santo ai rifugiati del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma; l’abbraccio fraterno che ha suggellato l’incontro in Vaticano tra Francesco e il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyib, il più influente leader musulmano sunnita.
Da ricordare anche la visita silenziosa ai campi di concentramento di Auschwitz e di Birkenau, in Polonia, dove con una mano Francesco ha toccato il Muro della morte davanti a cui ha sostato in preghiera; la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta proclamata santa di fronte a 120mila fedeli in piazza San Pietro lo scorso 4 settembre; e la visita alle popolazioni terremotate del Centro Italia il 4 ottobre, solennità del patrono d’Italia san Francesco.

 

 

Gli impegni per i prossimi mesi

Fin dalle prossime settimane il Papa avrà una fitta agenda. Sarà a Milano sabato 25 marzo, a Carpi domenica 2 aprile e a Genova sabato 27 maggio. Non solo. Il Pontefice andrà nel santuario mariano di Fatima, in Portogallo, il 12 e 13 maggio in occasione del centenario delle apparizioni della Vergine; e volerà dal 6 all’11 settembre in Colombia per «brindare» all’accordo di pace tra il governo e i guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie colombiane). Francesco ha anche annunciato un viaggio in India e Bangladesh e uno di impronta ecumenica in Sud Sudan con il primate della Comunione anglicana, l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby. È allo studio, poi, un viaggio in Egitto.
Fra le nomine che potrà compiere nei prossimi mesi ci sono quelle del nuovo vicario di Roma, ovvero il successore del cardinale Agostino Vallini, per il quale ha proposto una sorta di consultazione in stile sinodale che coinvolgerà l’intera diocesi. Poi c’è la nomina del successore del cardinale Angelo Scola come arcivescovo di Milano, la maggiore diocesi della Penisola. A maggio, inoltre, potrebbe esserci il nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana che verrà scelto con la nuova proceduta frutto della riforma dello Statuto sollecitata dal Papa: durante l’Assemblea generale della Cei, dal 22 al 25 maggio, sarà votata dai vescovi una terna di nomi all’interno della quale il Pontefice potrà individuare il successore del cardinale Angelo Bagnasco.

A cura di Giacomo Gambassi per Avennire

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