L’altra Chiesa. Pericolo in Campania. Fedeli da avvisare

depalmapA TORRE ANNUNZIATA – Monsignor Beniamino Depalma (nella foto), vescovo di Nola, spiega la posizione fermissima assunta dalla Conferenza episcopale campana nei confronti della cosiddetta “Chiesa cattolica apostolica cristiana ecumenica”. Un autentico inganno con riti non validi e ordinazioni insussistenti. Il rischio per la credulità popolare e per le persone più deboli e meno formate

Domenica 8 dicembre a Torre Annunziata (Na), c’è stata “una sedicente ordinazione di un presbitero e pastore (vescovo) della cosiddetta Chiesa cattolica apostolica cristiana ecumenica”: lo hanno ricordato i vescovi campani, in una nota, mettendo in guardia “i fedeli cristiani cattolici che la Chiesa cattolica cristiana ecumenica non è una vera Chiesa e sedicenti sacerdoti e vescovi non sono da ritenersi tali”. I vescovi, precisa la Conferenza episcopale campana (Cec), “sono nominati dal Papa e la consacrazione episcopale può essere conferita solamente su suo mandato almeno da tre vescovi”. Quindi, l’ordinazione di domenica scorsa non è lecita. Non risulta, inoltre, ai presuli campani che, “in questa ingannevole organizzazione ci sia un sacerdote validamente ordinato; di conseguenza, nessun sacramento è validamente celebrato e conferito”. A monsignor Beniamino Depalma, vescovo di Nola (Torre Annunziata in parte ricade nella diocesi di Napoli e in parte in quella di Nola), abbiamo chiesto di spiegarci meglio la situazione.
Cos’è la Chiesa cristiana ecumenica cattolica apostolica?
“Non è una setta, non è una chiesa, è un’organizzazione che vorrebbe denominarsi chiesa, ma non lo è perché le mancano gli elementi fondamentali. Il fondatore era un monaco ortodosso, scomunicato dalla sua chiesa, che è arrivato a Milano, dove è stato ‘consacrato’, ovviamente non in modo valido, vescovo e fondatore. Questa organizzazione, che non ammette l’infallibilità del Papa, dà i sacramenti a tutti: anche a divorziati risposati e coppie omosessuali. Ma questa non è vera accoglienza. Perché tutti vanno accolti, ma nella verità. Inoltre, ho voluto incontrare la persona che è stata ordinata illecitamente domenica 8 dicembre, prima di compiere questo passo, per aiutarlo a riflettere. Così mi sono accorto che c’è tanta confusione dottrinale, idee poco chiare dal punto di vista teologico”.
Qual è il rischio, adesso?
“Noi siamo intervenuti come Conferenza episcopale perché il rischio è che questa organizzazione possa seminare smarrimento nei fedeli che non hanno una grossa preparazione teologica, e riesca a ingannarli unicamente con queste novità che propagandano: una chiesa nuova, una chiesa diversa, dove i preti si sposano. C’è il pericolo di creare confusione nelle persone più semplici. Per fortuna al momento questa organizzazione non ha un seguito”.
Come fare per avvisare i fedeli di questa situazione?
“Il manifesto con la nota della Cec è stato affisso in tutte le parrocchie di Torre Annunziata, in quelle di Napoli e di Nola e in tutte quelle del decanato di cui fa parte Torre Annunziata. Infatti, questa organizzazione opera in Campania in due zone: a Torre Annunziata e a Vallo della Lucania. Per questo i sacerdoti di Torre Annunziata hanno parlato ai fedeli e incontrato i gruppi ecclesiali per spiegare che non si tratta di una chiesa autentica, ma di una falsa chiesa. Anche sul sito dell’Ufficio scuola regionale è stata pubblicata la nostra nota per aiutare gli insegnanti di religione a rispondere a eventuali domande dei ragazzi di Torre Annunziata”.
Quali sono gli aspetti fondamentali da chiarire ai fedeli?
“Spieghiamo che non si deve dare credito alle affermazioni degli appartenenti a questa ‘organizzazione’; a non prendere parte alle loro celebrazioni in quanto sono da ritenersi prive di ogni presupposto religioso cristiano cattolico; a non chiedere e ricevete i ‘sacramenti’ perché non validi e comunque illeciti. È fondamentale, adesso, fare un’opera di sensibilizzazione tra i fedeli per far conoscere quanto sta avvenendo, per evitare che questa organizzazione strumentalizzi la semplicità di tante persone”.
Su Facebook c’è una pagina di questa organizzazione nella quale si usano toni molto aggressivi verso i vescovi campani, addirittura si parla di azioni legali in merito al comunicato della Cec…
“Dovrebbe essere la Chiesa cattolica a fare un’azione legale nei confronti di questa organizzazione perché fa passare messaggi sbagliati, sfruttando la debolezza della gente. Oltretutto, usa i paramenti come i nostri: questo favorisce ulteriormente l’inganno. Dire di proclamare la stessa fede della Chiesa cattolica e attribuirsi ministeri non validamente e lecitamente ricevuti è da ritenersi un abuso e un ingannevole raggiro nei riguardi dei fedeli, soprattutto più deboli e meno formati. Ribadisco: con noi questa organizzazione non ha niente in comune”.
Gigliola Alfaro per Agenzia Sir

 

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Commenti

2 Commenti

    • Luca ha detto:

      Queste sono parole tue, un tuo articolo sulla Domine Iesus. E poi voi non credete nell’Eucarestia, quindi anche fosse vero quel comunicato, voi ne restate fuori perchè siete eretici. Ciò che diffondete e fate va contro il Dio Trinità che ha lasciato la Sua Chiesa nel mondo, e a questa Chiesa bisogna obbedire perchè è infallibile nelle materie di dottrina della Fede. Inoltre autoeleggersi sacerdote e/o vescovo è di una gravità immane. A meno che non è Dio a scegliere il Vescovo, come accaduto nella storia (la nomina divina è chiaramente riconoscibile) deve essere il Papa a nominarlo, nessuno può scegliersi da solo, superbia, presunzione e invidia sono di satana, non di Dio.

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