La Divina Misericordia unisce Giovanni Paolo II e Papa Francesco

Si celebra domenica prossima la Festa della Divina Misericordia. Una ricorrenza istituita da San Giovanni Paolo II nel 2000, in occasione della Canonizzazione di Santa Faustina Kowalska, apostola della Divina Misericordia. La Festa è inscindibilmente legata alla Risurrezione del Signore, fu infatti voluta da Karol Wojtyla nella Prima Domenica dopo Pasqua.

A sottolinearlo è il postulatore della Causa di Canonizzazione di Giovanni Paolo II, mons. Slawomir Oder, che al microfono di Alessandro Gisotti si sofferma sulla straordinaria sintonia tra Francesco e Papa Wojtyla proprio sul tema della Misericordia:

R. – Non è possibile pensare alla Divina Misericordia senza la Risurrezione del Signore, perché la Risurrezione del Signore, la Pasqua del Signore è il culmine della rivelazione della Misericordia di Dio, quell’apertura alla vita, alla vita eterna. È un dono supremo che Dio in Cristo offre all’uomo. Gesù è venuto nel mondo proprio per rivelare il volto misericordioso di Dio.
D. – La Divina Misericordia è sicuramente uno dei temi forti che legano intimamente Giovanni Paolo II e Francesco. L’Enciclica Dives in Misericordia viene ripresa costantemente da Papa Francesco negli atti, nelle sue parole, nel Giubileo ovviamente ..
R. – Sì, il tema della misericordia li unisce in modo intimo e, nello stesso tempo, costituisce una formidabile via di continuità tra i due Pontificati. Entrambi provengono dalle situazioni segnate dallo sconvolgimento sociale, dalle difficoltà storiche. È proprio la sensibilità umana, la concretezza storica e l’attenzione che prestano entrambi i Pontefici alla dignità dell’uomo alle questioni dei più poveri – quelli che attendono il compiersi del messaggio evangelico – che li rende così vicini nell’affrontare il problema della Divina Misericordia.


D. – La misericordia non elimina la giustizia, ma la supera. In fondo anche Giovanni Paolo II proprio nella Dives in Misericordia si domandava: “Basta la giustizia?”, per poi rispondere che in realtà la Chiesa è chiamata a proclamare e ad annunciare la misericordia proprio come forma più alta di giustizia nell’amore. In questo c‘è una perfetta sintonia tra i due Pontefici. Peraltro, a volte la misericordia non è capita, come fosse una concessione, addirittura un buonismo. Non è assolutamente così vero?

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R. – Non è assolutamente così, anche perché dalla prospettiva del secolo passato possiamo dire chiaramente cosa significa la giustizia umana senza Dio: porta all’obbrobrio, alla negazione dell’uomo, ad un sistema di schiavitù e alla negazione della dignità della persona.

Senz’altro non c’è una contradizione tra la giustizia e la misericordia, non è un buonismo parlare della Misericordia, ma dobbiamo sempre ricordare che comunque la rivelazione della Divina Misericordia porta con sé un obbligo morale, religioso dell’uomo di accogliere questo mistero, ma anche a convertirsi a questo mistero. La Misericordia presuppone l’accoglienza e un costante processo di comprensione del cuore dell’uomo.




Fonte it.radiovaticana.va/Alessandro Gisotti

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