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Vangelo (23 settembre) Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola

#Vangelo (19 settembre): Il significato della parabola è questo: il seme è la Parola di Dio.Lc 8,4-15
Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza.

In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano. Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.

Perché sulla terra si costruisca il regno dei cieli la sola cosa necessaria è che venga seminata la Parola di Dio. Uno può essere l’uomo più pieno di carità di questo mondo, può dare anche il suo corpo per essere mangiato, tutte le sue sostanze per essere consumate, ma se non annunzia la Parola il regno dei cieli non nasce nei cuori. La carità, l’elemosina, ogni altra opera di bene serve per accreditarci come veri discepoli di Gesù. La carità ci accredita, la semina della Parola ci fa suoi missionari, ci costituisce costruttori del regno di Dio sulla nostra terra. Sostituire la Parola con la carità è stoltezza, è tentazione di Satana. La carità si aggiunge, non è mai sostitutiva.

#Vangelo (19 settembre): Il significato della parabola è questo: il seme è la Parola di Dio.




Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,18-20). 

I discepoli devono andare, fare discepoli di Gesù tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che Lui ha comandato, cioè la Parola, il Vangelo. Perché questo non avvenga Satana si serve di due potentissime tentazioni: la sostituzione della Parola di Gesù con la parola dell’uomo, sia essa anche teologica, filosofica o di altra natura; la sostituzione della Parola con le opere della carità. Una doccia e un piatto caldo vengono dati al posto della Parola. Così però nessun regno di Dio verrà mai edificato nel mondo.

Il missionario di Gesù deve sapere che non tutta la sua Parola produrrà frutti di vita eterna. Parte di essa cade sulla strada e viene divorata dagli uccelli. Parte cade sul terreno sassoso e non ha alcuna vitalità da parte della terra e per questo secca ai primi raggi del sole. Parte cade tra le spine e queste la soffocano e le impediscono di produrre frutti. Parte però cade sul terreno buono ed essa produce cento volte tanto. La Parola va seminata su ogni terreno. Il missionario non può stabilire lui su quale terreno seminare. Lui è mandato per dare la Parola a tutti sempre.

#Vangelo (19 settembre): Il significato della parabola è questo: il seme è la Parola di Dio.




Mai si dovrà scoraggiare se vede che alcuni terreni non producono alcun frutto. Anche questo fa parte della sua missione: la non fruttificazione della Parola. A lui non è stato chiesto di vigilare su chi fruttifica e su chi non fruttifica. Il suo compito è specifico: seminare sempre, su ogni terreno. Ogni altra cosa è compito della grazia, dello Spirito Santo. Far fruttificare è il compito di Dio. Se però noi non seminiamo ininterrottamente, Dio mai potrà far fruttificare il suo seme. Non lo abbiamo posto nei cuori.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci seminatori della Parola.




Commento del Movimento Apostolico

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