Don Francesco Cristofaro ci porta nella V domenica di Quaresima: Nella mia vita ci sono più vizi o più virtù?

Quinta domenica di Quaresima – VANGELO (Gv 12, 20-23)
In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: “Signore, vogliamo vedere Gesù”. Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: “È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome”. Venne allora una voce dal cielo: “L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!”. La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: “Un angelo gli ha parlato”. Disse Gesù: “Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”. Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Pensiero.
Gesù si serve in un solo modo: come Lui ha servito il Padre facendo sempre e solo la sua volontà. Noi serviamo Cristo facendo sempre e solo la sua divina volontà. Gesù ha servito il Padre ed è stato da Lui onorato con la gloria della risurrezione. Noi serviamo Cristo e anche noi il Padre onorerà con la gloria della nostra risurrezione in Cristo e la partecipazione alla vita eterna nel Paradiso. Volere costruire sulla terra una sequela di Gesù Signore senza obbedienza alla Parola scritta da Lui per noi, è dichiarare nulla la legge della sequela. Senza obbedienza alla Parola non c’è servizio reso a Cristo. Non possiamo pensare di vivere come vogliamo e di rendere un servizio a Cristo. Non possiamo pensare di essere immorali, ingiusti, idolatri e di professarci cristiani. Daremo solo scandalo.
Nella domanda dei greci di poter vedere Gesù, noi cristiani e ancor prima noi sacerdoti, oggi dobbiamo essere la visibilità di Cristo. È grandissima la responsabilità perché chi non ha mai conosciuto Cristo lo dovrebbe riconoscere dalle parole e dai gesti del cristiano.

Mi metto in discussione:
1. Mancano pochi giorni alla Pasqua. Gli obiettivi che mi ero professato per questo periodo li sto portando a termine santamente?
2. Quando ho una sofferenza, un problema, un peso enorme da portare, chiedo nella preghiera che sia fatta la volontà del Signore?
3. Nella mia vita ci sono più vizi o più virtù?

Don Francesco Cristofaro

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