Scopri il bene che ti fanno i tuoi ‘Santi Angeli’. Non lo avresti mai detto e pensato

Estratti dal “Trattato de’ santi angeli e dell’onore che ad essi prestar si dee” di Padre Jean Crasset, teologo gesuita ed asceta (1618 – 1692); traduzione del 1762 ad opera d’un sacerdote anonimo.

 Angeli

Nelle Sagre Carte (la Bibbia, N.d.R.) si fa menzione d’angeli buoni, o rei. I primi operano per salvarci, gli altri a tarci seco in ruina.Noi intendiamo per Angeli sostanze spirituali inferiori a Dio, e superiori all’uomo, delle quali sostanze si serve Dio per governare i suoi stati, e i suoi sudditi.

Per ciò insegnarci, la Scrittura li chiama Angeli, vale a dire espressi, ambasciatori, legati; poiché, come opportunamente avverte Sant’Agostino, essi son per natura spiriti, Angeli per ufficio.
Quaeris nomen huius naturae, spiritus est; quaeris officium, angelus est“.

[…] Io formerei un intero volume, se rapportar volessi tutte le meraviglie operate dagli Angeli dal principio della Chiesa fino ai dì nostri. Di troppi esempi abbonda la storia ecclesiastica, onde dubitar non possiamo delle innumerabili apparizioni di questi beati Spiriti, e del soccorso che hanno palesemente recato a Martiri, alle Sante Vergini, a Principi della terra, e a’loro stati.

La veduta d’un Angelo convertì Valeriano sposo di Santa Cecilia, e lo fece Martire.
Un Angelo eziandio alleggerì a San Lorenzo le atroci pene, ch’ei soffriva, e allorché dal Tiranno fu posto sull’accesa craticola, gli rasciugò il sudore del volto, e trasse alla fede San Romano.
Dalla lettera che San Nilo scrisse ad Anastasio, apprendiamo che San Giovanni Crisostomo solea veder questi beati Spiriti di candide vesti adorni, nel tempo del Santo Sacrificio della Messa discender dal Cielo, e assistere con profonda venerazione ai divini misteri.
Moltissime sono poi le chiese, le quali nell’Oriente non meno, che nell’Occidente furono erette in onore di San Michele, e ciò a cagione delle frequenti apparizioni di questo Principe degli Angeli, o sia nel monte del Gargano, o sia in altri luoghi. Attesta Sozomeno, che l’Imperatore Costantino eresse fuori della città di Costantinopoli in onore di San Michele una basilica, là dove questo Arcangelo era apparso.
Ne insegnarono tutti i Padri, esservi degli Spiriti, i quali adempiono le volontà del Signore, e indefessamente cooperano alla salute degli uomini.
 

LA PERFEZIONE NATURALE DEGLI ANGELI

Se l’Angelo è un puro spirito, egli dee essere immortale, poiché la morte altro non è che la separazione dell’anima dal corpo, a cui è unita. E se egli fu creato allorché fu creata la luce (il che la maggior parte dei Padri ci insegna) è forza dire ch’esso è una delle più belle opere che siano uscite dalla mano d’un Dio; poiché noi veggiamo nell’ordine naturale delle cose, che per lo più, le prime produzioni sono le più nobili, le più vivaci, le più compiute, e le più somiglievoli al loro principio.
Non è che Iddio sia soggetto a qualche mutazione, e che ora sia men potente di quel che fosse; ma siccome i peccati e le ingratitudini degli uomini intiepidiscono (per così parlare) il suo amore verso di noi, si può dire ch’Egli ora agisca con men forza di quel che agisse sul bel principio, allorché nulla si opponeva all’inclinazione della Sua bontà.

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Essendo perciò gli Angeli la prima sostanza spirituale, ch’Egli colla possanza del suo braccio trasse dal nulla, ne viene conseguenza ch’essi più d’ogni altra creatura rappresentino la purità del divino essere, e la grandezza della perfezione del loro Creatore.
Ecco perchè da un Santo Padre vengono chiamati gli Angeli delle primizie, e i primi fiori della natura nascente. Flores naturae.
 

LA SAPIENZA DEGLI ANGELI

Fra tutte le perfezioni degli Angeli, la più luminosa, e che possiamo chiamare conseguenza della loro spirituale sostanza, si è la sapienza, e l’ampiezza della loro scienza.
[…] Il Profeta Ezechiele chiama l’Angelo spirito pieno di sapienza, plenus sapientia, poiché tale spirito conosce i più nascosti segreti della natura, e solamente gli sono occulti i pensieri dei nostri cuori ove ello non può penetrare se non gli diamo, per così dire, la chiave.
La scienza di cui sono forniti gli Angeli non è come la nostra, assai limitata, dipendente da sensi, acquistata con fatica e travaglio, soggetta agli errori. Gli Angeli, nel momento stesso che furono creati, ricevettero le specie tutte delle cose, che ora fanno, e a una semplice occhiata le compresero senza essere soggetti, come pur troppo lo siam noi, ad una lunga serie di raziocini, de’quali sì debole è il principio e sì lento il processo.
Disse una volta un filosofo che un giorno d’un uom dotto è più lungo d’una vita intera d’un ignorante: diem viri eruditi plus patere, quam totam vitam imperiti. Si può ben tal detto adattare ad un Angelo: più esso conosce in un istante di quel che conoscano gli uomini nel corso della loro vita.
 

LA BELLEZZA DEGLI ANGELI

Due sono le bellezze degli Angeli: naturale una, supernaturale l’altra. Procede la prima dall’essenza e purità della loro natura, poiché ciò che noi chiamiamo bello non è che un bene disposto e proporzionato in ogni sua parte, il cui ordine e perfezione esternamente ancor comparisce.
Perciò quanto una cosa è più perfetta, altrettanto più avvenente apparisce non meno agli occhi dello spirito, che a que’ del corpo.
Deggiam concludere che tutto ciò che è puro spirito, e di niuna colpa imbrattato, è bellissimo, e che conseguentemente nulla v’è nell’universo che si possa porre a confronto della bellezza degli Angeli.
Ciò posto, agevolmente si concluderà che l’ultimo Angelo sopravanza in bellezza tutti gli uomini e le donne, e le creature corporee.
[…] Attesta Santa Brigida che se gli uomini potessero vedere co’loro occhi l’essenziale perfezione degli Angeli, cadrebbero morti di pura gioia. Santa Lidivina, che vide sotto forma corporea l’Angelo suo custode, ne assicura che a tal veduta tutti dissipava i dolori, qualunque essi fossero di corpo, o pur d’animo, ch’ella soffrisse.
Riferisce San Giovanni nella sua Apocalisse che in tal guisa fu egli sorpreso dalla bellezza, dallo splendore, e dalla maestà d’un Angelo, che gli si butto a’piedi per adorarlo, credendolo lo stesso Figliuolo di Dio.
Sant’Anselmo ne insegna, che se un’Angelo col naturale suo splendore comparisse nel cielo, oscurerebbe con la sua luce tanti soli quante sono le stelle del firmamento, poiché la perfezione d’un ordine inferiore troppo è vinta da quella d’un ordine superiore.
Da ciò possiamo comprendere il diletto ch’avremo in Cielo, ove con gli occhi dell’anima vedremo infiniti Angeli bellissimi, udiremo gli armoniosi canti, o godremo della compagnia di coteste nobili intelligenze.
 

SE TUTTI GLI ANGELI SIANO IMPIEGATI NEL SERVIZIO DEGLI UOMINI

Il principe de’ Teologi San Tommaso, con qualche altro Padre pensa che non tutti gli Angeli siano destinati al servizio degli uomini: ma che i quattro primi ordini, i quali comprendono Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni, compongano, per così parlare, la Corte Celeste del Signore e assistano di continuo al Divin Trono.
Quanto poi appartiene agli ultimi cinque ordini, cioè ai Principati, alle Potenze, alle Virtù, agli Arcangeli e agli Angeli, comunemente i teologi si danno a credere ch’essi siano impiegati nel servizio degli uomini e in conseguenza non dimorino di continuo in Cielo.
Dividono perciò i Cori degli Angeli in due classi: i primi quattro li chiamano assistenti, perché di continuo assistono al Trono di Dio; i cinque ultimi li chiamano inviati,perché sono impiegati nella custodia degli uomini e nella conservazione dei corpi elementari.

Aggiungono che il numero degli assistenti supera di gran lunga quello degl’inviati, il che provano coll’autorità del Profeta Daniele, che vide un numero assai maggior d’Angeli intorno al trono di Dio di quel che ne vedesse degl’impiegati nel ministero degli uomini.
Pensano altri per lo contrario, che non vi sia angelo alcuno nel Cielo, di qualunque ordine, che non si invii da Dio per trattare con gli uomini e per procurar loro la salute.
Sebbene tutto ciò che abbiamo detto è verissimo, si possono nondimeno conciliare insieme queste due opinioni col dire che gli Angeli assistenti son rare fiate adoperati nel servigio degli uomini, e che d’ordinario s’adoperano in ciò gli Angeli d’ordine inferiore.
Conseguentemente è cosa assai probabile che a qualcheduno si assegnino per custodi Cherubini o Serafini.
San Tommaso, fuor di dubbio, è di tal sentimento, poiché così scrive: Est autem probabile, quod majores Angeli deputentur ad custodiam eorum, qui sunt ad majorem gradum gloria a Deo electi (“È assai probabile che gli angeli maggiori si assegnino per custodi a quei che sono da Dio eletti a maggior grado di gloria”).
Insegna altresì il medesimo Santo Dottore che i superiori sì ecclesiastici che secolari hanno due Angeli, che loro assistono, e che li difendono. Uno di essi è semplice Angelo; Arcangelo è l’altro. Il primo ha cura della loro particolare persona; l’altro gli ajuta nel governo dei fedeli e degli stati.




PREGHIERA ALL’ANGELO CUSTODE

Angelo di Dio, alla cui cura e custodia dalla divina benignità io fui commesso, custoditemi oggi, illuminatemi, reggetemi, proteggetemi e governatemi.
San Michele, San Gabriele, San Raffaele, e voi tutti Angeli Santi intercedete per noi presso il Signore.

Ɣ Alla presenza degli Angeli canterò le vostre lodi, o mio Dio.
Ʀ V’adorerò nel vostro Santo tempio, e benedirò il vostro Santo nome.
 
OREMUS
Iddio che con ordine ammirabile distribuite gli impieghi sì degli Angeli, che degli uomini, concedetemi per pietà, che que’, che di continuo vi veggono e fervono in Cielo, difendano sulla terra la nostra vita.
Iddio che con ineffabile providenza vi degnate di mandare i vostri Angeli a custodirci: umilissimamente vi supplichiamo a concederci d’essere di continuo difesi dalla loro protezione, e di poter eternamente godere della loro compagnia. Per Gesù Cristo nostro, unico vostro figliuolo, il quale vive e regna con voi nei secoli de’ secoli.




Redazione Papaboys (Fonte www.veniteadme.org)

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Commenti

3 Commenti

  1. Je vaudrais s’avoir quel est mon ange. Merci

  2. Luigi ha detto:

    secondo voi esistono davvero? Lo chiedo con sincerità.

    • Redazione ha detto:

      l’unica certezza che puoi avere è sentirli veramente e comprendere quante volte ti hanno aiutato nel corso della tua vita senza che tu te ne possa essere reso conto. Non è facile se non ci credi, è comprensibile….

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