2 anni fa, in questo giorno, la strage infernale. Ma poi nacque Thelma, figlia del Bataclan.

Il 13 novembre del 2015 la furia omicida di un commando jihadista scatenò l’inferno all’interno della sala da concerti del Bataclan, e in altri due punti di Parigi, i morti alla fine furono 130 e 368 i feriti. A distanza di due anni dalla follia estremista anche chi è sopravvissuto porta segni indelebili di quella notte, in molti hanno voluto ricordare con un tatuaggio quella terribile esperienza, e una galleria fotografica li ha immortalati. Segni indelebili sulla pelle per non dimenticare, come nel caso della 32enne Laura Leveque, che venne “sepolta” sotto i cadaveri, ma scampò al massacro. Il peso di quei morti lo sente ancora, e dopo quella terribile esperienza, ha deciso di “portarli” tutti sulle sue spalle tatuandosi lì un corvo ed un serpente che si morde la coda. Un’immagine che, lei spiega, simboleggia “il ciclo della vita” ed i “fiori che crescono su un campo di battaglia”, e sottolinea che in questo modo “i morti sono entrati dentro di me” e di aver “trasformato l’orrore in qualcosa di bello”. O come la 21enne Nahomy Beuchet che tre mesi dopo la strage si è tatuata sul braccio la data la scritta “Peace, Love e Death Metal”, dal titolo della band californiana che si esibiva la sera del massacro, gli Eagles Death Metal.

OGGI LO RICORDIAMO COSI’.

Ieri ero agli arrivi di un aeroporto. Aspettavo mio figlio di rientro da Parigi dove ora studia e lavora. Il rientro per le vacanze di Pasqua. Fra lui e suo fratello dovrei esserci abituata da anni a queste attese e a questo luogo. Come molti altri genitori, li ho voluti così io, in fondo. Liberi e cittadini del mondo.

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Stavolta, pero’, un misto di sensazioni. Ansia e un po’ di malinconia insieme alla gioia del rientro. So bene, e forse lo sa anche lui, che lo abbraccio in un modo diverso. Lo abbraccio, pensando anche a tutti i rientri mancati di questi giorni. A tutti “questi” abbracci mancati. A quelli che non avranno i ragazzi del 13 novembre, a quello diGiulio Regeni, delle ragazze spagnole, a quelli di Bruxelles, per esempio.

Stamani i miei ragazzi sono qui tutti e due. Mi sveglio cogliendo il momento magico e sospeso in cui siamo tutti sotto lo stesso tetto e dormono nei loro letti come quando erano piccoli. Non so perché, anzi lo so bene, apro il pc e vado sulla pagina FB dei ragazzi del Bataclan.

Mentre scorrono i loro visi trovo una notizia, la leggo e sorrido. È nata Thelma, la bimba di Matthieu Giroud, assassinato con altre 129 vittime il 13 novembre a Parigi al Bataclan. È nata pochi giorni fa, mentre accadevano i fatti di Bruxelles. C’è anche la bella foto col pancione che sua mamma Aurelie ha postato poco prima che lei nascesse.

Insomma in mezzo a tutte queste straordinarie foto di sorrisi che non ci sono più, in mezzo a questi ragazzi che nessuno può più abbracciare mentre rientrano felici in un aeroporto, leggo che è nata Thelma. È nata. Nonostante tutto ce l’ha fatta. Nonostante tutto. Benvenuta Thelma. Benvenuta davvero.

Redazione Papaboys (Fonte www.huffingtonpost.it/Milene Mucci)
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