La piccolina nasce prematura e cosa fa? Il suo gesto è davvero come un ‘grazie per la vita’!

E’ una piccola piccola donna, già consapevole di chi ringraziare e come. Parliamo della manina di una neonata prematura che stringe quella dell’infermiera che la sta curando e si sta occupando di lei. A volte non serve essere grandi, per essere grandi davvero. E’ il caso di questo scricciolo nato a 26 settimane, pesava meno di mezzo chilo, e del suo saper già stare al mondo. In questa foto, che sta commuovendo il mondo, è distrutto tutto il nostro muro di pregiudizi su chi deve vivere e chi no, su chi è abile e chi no, su chi ha diritti e chi no. Soprattutto c’è la vita che batte e respira ben al di là della nostra mente e ben oltre le nostre opinioni e le nostre idee.

In fondo se prendiamo un centimetro e misuriamo la nostra circonferenza cranica, il risultato è deludente, pochissima massa celebrale che pensa di sapere tutto e di comandare su tutto, anche su madre natura che non ha bisogno certo di chiedere permesso, quando irrompe così nelle vite di tante belle famiglie, che ogni giorno lottano per i propri figli in qualunque condizione si trovino. Ho un’amica, si chiama Maria Luisa e ha avuto una bambina prematura, quando andai a trovarla, in quel momento di attesa che precede un possibile parto a rischio, ho ritrovato il senso della vita e della cura dell’altro, ho ritrovato il significato di famiglia senza necessità di alcuna parola detta in più o in meno, ho ritrovato la vera sanità e i medici che curano oltre ogni stima sulla mortalità e contro ogni convinzione granitica, con anima e cuore. D’altronde nulla di straordinario, il Giuramento di Ippocrate che il medico sottoscrive garantisce “di perseguire la difesa della vita”, ma in un mondo sterile come quello di oggi fa notizia.
Quest’immagine me la ricorda, racconta proprio questo e il fatto che faccia il giro del web, spiega molto di noi, delle nostre speranze prima che delle nostre paure: puntare sul bello e sul buono e non smettere mai di crederlo possibile.
La piccola in questione era ricoverata in un ospedale degli Stati Uniti in terapia intensiva, lottava per la vita tenendo la mano di appena due cm sopra quella dell’infermiera che le si era avvicinata per il cambio del pannolino.
La foto è stata postata su Figure 1, una piattaforma online dove medici, infermieri e studenti di medicina si scambiano opinione e trovano nuove motivazioni ogni giorno.
“Le stavo cambiando il pannolino e lei si è aggrappata alla mia mano. Mi sono dovuta fermare e lasciare che mi toccasse. Il contatto umano è molto importante, soprattutto per i nati prematuri”, racconta l’infermiera.
Certo oggi c’è l’obbligo di utilizzare i guanti durante i controlli e questo, dice l’infermiera, la rende “triste perché questi bambini hanno davvero bisogno del contatto umano”.




Molti studi confermano infatti che il contatto fisico è cruciale per lo sviluppo fisico e psicologico del bambino. Una ricerca che ha seguito oltre 250 bambini prematuri e pubblicata su Pediatrics lo scorso dicembre ha rivelato che i neonati che hanno avuto contatto fisico hanno mostrato benefici fino a 20 anni dopo, riducendo l’iperattività, l’assenteismo a scuola e l’aggressività.
Anche perché il contatto fisico mostra i suoi benefici anche negli operatori ospedalieri non solo nella bambina. E’ uno scambio gratuito, di quelli che cambiano la vita tanto da far dire all’infermiera: “I bambini prematuri sono la definizione di un miracolo”. Per tutti.




Fonte:  www.corriere.it

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